Quotidiani locali

In vendita i palazzi storici

Oltre due milioni per l'ex sede Pci, 4 per la Comit. E le ville diventano appartamenti

LIVORNO. Il cartello “vendesi”, così minuscolo su quel portone antico, è apparso sul palazzo dell’ex Banca Commerciale Italiana di via Cairoli una decina di giorni fa. Quasi duemila metri quadrati in pieno centro, distribuiti sui tre piani di un edificio costruito nella prima metà dell’Ottocento dalla famiglia Rodocanacchi e memoria vivente della difesa di Livorno nelle gloriose giornate del maggio 1849. Prezzo base della trattativa riservato. Ma fonti non ufficiali parlano di quattro milioni di euro.

Qualche giorno prima, in via Borra, un cartello identico era apparso, anzi riapparso, su un altro pezzo di storia della vecchia Livorno: il palazzo Michon, conosciuto come l’isolotto, eretto a inizio Settecento con la nascita della Nuova Venezia, distrutto durante la seconda guerra mondiale e ristrutturato con uno straordinario lavoro di recupero alla fine degli anni Ottanta dall’ultima guardia del Pci, quando il partito comunista aveva qualcosa come 30mila iscritti in tutta la provincia, una quarantina di funzionari a tempo pieno e la sua sede si estendeva su tutti e quattro i piani dell’edificio. Prezzo base della trattativa: due milioni e mezzo per 1200 metri quadrati suddivisi su 4 piani, a cui vanno aggiunti sottotetto e seminterrato.

La storia dei palazzi è la fotografia della città che cambia. E del mondo che cambia. Il risiko delle banche aveva portato un anno e mezzo fa Intesa San Paolo a chiudere l’ex sede della Commerciale Italiana per razionalizzare l’attività trasferendo personale e servizi qualche metro più in là, nell’ex Banco di Napoli. E ora l’istituto di Enrico Cucchiani vende pian terreno, primo piano, parte del secondo e del terzo della vecchia Comit tramite la Isgs, Intesa San Paolo Group Service. E una domanda nasce spontanea: tra poco la stessa scelta toccherà altri istituti che si affacciano su via Cairoli, cambiando fisionomia a quella che da un secolo è la strada delle banche? Molto probabile.

I Ds invece nel 1998 avevano donato l’isolotto alla direzione nazionale del partito per contribuire al ripiano del debito. La sede più prestigiosa della loro storia era passata nelle mani della Beta Immobiliare di Roma che a sua volta l’aveva rivenduta alla Gonzaga Immobiliare di Milano. La quale l’aveva affittata ad una società di manutenzione ferroviaria col vizietto della morosità. E così dal 2008 l’immobiliare milanese ha deciso di mettere l’edificio sul mercato ma ad un prezzo evidentemente non appetibile. Da poco Gonzaga ha rivisto al ribasso la richiesta e ha affidato all’agenzia Tecnocasa di via Goldoni guidata da Carlo Mingotto l’incarico di trovare un acquirente.

Per farne cosa? Sulla carta la ex Comit e palazzo Michon sono destinati uno ad agenzia bancaria, l’altro ad uffici. Ma cambiare destinazione d’uso in questi casi non è una mission impossible. E non è detto che a qualche costruttore non venga l’idea di farci appartamenti, magari quando le richieste saranno calate ancora.


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

In edicola

Sfoglia il Tirreno
su tutti i tuoi
schermi digitali. 2 mesi a soli 14,99€

ATTIVA
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.