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Bettini prende tempo e attacca il suo partito

L’assessore deve decidere se restare con Sel o dimettersi dalla giunta Duro verso Ghilarducci: così rincorrono i grillini e i comitati di protesta

LIVORNO. «La scelta di uscire dalla maggioranza è politicamente incomprensibile». L’assessore vendolino Maurizio Bettini prende le distanze dal suo partito e per ora resta in giunta.

Ieri la riunione degli assessori convocata dal sindaco (assenti Grassi e Majidi per altri impegni) è andata avanti per tutto il pomeriggio. Alla fine a Bettini non è stato chiesto di rassegnare subito le dimissioni dopo l’uscita di Sel dalla maggioranza. Sia Cosimi che gli assessori hanno espresso apprezzamento per il lavoro fatto fino a oggi, ma avrà tempo al massimo fino a lunedì (quando è convocato il consiglio) per confrontarsi col suo partito e decidere che strada prendere: si dimette e resta in giunta da indipendente o saluta la squadra di governo?

Tra gli assessori c’è grande preoccupazione: Bettini ha deleghe importanti come la mobilità e lo sport. Deve portare a termine la riforma del trasporto pubblico, il cammino di Atl verso la gara unica regionale, la riforma del remo. Se il sindaco gli togliesse la fiducia arriverebbe un nuovo assessore o le deleghe sarebbero “spalmate” sugli altri?

«Sulla richiesta di approfondimento – fa sapere Bettini – ho trovato l’appoggio dei vertici regionali». In effetti il segretario regionale Giuseppe Brogi, contattato ieri al telefono, ha risposto che «devo incontrare i diretti interessati prima di fare dichiarazioni a vanvera. Sapevo che a Livorno il malumore era nell’aria, ma devo informarmi meglio». Nel tono di Brogi si leggono imbarazzo e tensione: la sensazione è che a Firenze non sapessero della decisione presa a livello locale. Almeno non di tempi e modi dell’addio.

«Ma il responsabile regionale degli enti locali e quello dell’organizzazione – si affretta a dire il segretario livornese Andrea Ghilarducci – erano presenti all’assemblea degli iscritti che poi ha appoggiato la presa di distanza dall’amministrazione».

Intanto la reazione di Bettini è forte. In una lettera esprime tutto il disappunto per la decisione presa dal partito. «Come si fa – scrive – a votare un bilancio di previsione 2012 e poi uscire dalla maggioranza perché non si vota un atto di indirizzo? Come si giustifica dopo che sono stati approvati emendamenti proposti da Sel che spostano 185mila euro sulla cultura? Dov'è la ratio politica?». «La realtà – attacca – potrebbe essere un'altra: è la fuga dalle conseguenze dei provvedimenti del governo Monti sui territori. È la fuga dalla responsabilità di governo, quando invece la cultura politica e di governo richiederebbero maggiore impegno. È l'errore di pensare di potersi salvare l'anima e la faccia prendendo le distanze».

«Se è difficile spiegare ai cittadini e agli elettori di Sel perché si esce dalla maggioranza – scrive – sembra più difficile spiegare l'obiettivo politico strategico di questa scelta. Se è quello di schiacciarsi sui grillini, sulle liste civiche simil-grillini, su certo radicalismo protestatario, sul movimentismo strumentale dei comitati allora questo non è più il progetto di Sel per la ricostruzione del centrosinistra in Italia».

Bettini esce dal politichese («agli schieramenti ci penseremo più avanti, oggi le forze sociali chiedono alla politica serietà, maturità, attenzione») e respinge le accuse di immobilismo mosse al Comune dal suo segretario. Sul percorso del piano strutturale dice che «è partito, in ritardo ma è partito». Sul piano regolatore del porto, «con una variante anticipatrice il Comune definirà le funzioni nelle aree comprese tra la Bellana e l’Alto fondale: questa discussione, delicatissima, si è aperta e proseguirà nei prossimi mesi». « In questa fase fondamentale per la città – polemizza – cosa fa Sel? Fa mancare la governabilità in una discussione su una fonte di lavoro importante come il traffico portuale?».

Poi le sue materie, a partire dalla mobilità: «È stato concretizzato il piano particolareggiato del comparto Boccaccio-Libertà (per 800.000 euro) e il progetto Pensiamo in Grande (per 1.250.000 euro). Sul trasporto pubblico locale è stata condotta a termine una riforma regionale che vede premiata Livorno: nel 2013 i servizi urbani incrementeranno del 20% rispetto al 2011 con un risparmio per Livorno di 1.300.000 euro».

Ma a saltare all’occhio è la strigliata sulle partecipate. «L'orientamento generale – scrive – vede una sostanziale costrizione al ritiro del pubblico dalla gestione dei servizi. Sel non può far finta di cadere dalle nuvole, avendo ottenuto vicepresidenze importanti in Aamps e Atl. Quello che è certo è che la situazione richiede una maggiore industrializzazione dei servizi, pena la sopravvivenza del servizio medesimo. Può piacere o non piacere, ma occorre rifletterci su, con calma e senza slogan».

Bettini chiude sottolineando che «una forza politica di sinistra attenta ad ambiente, lavoro, salute, cultura, welfare deve essere in grado di elaborare una cultura politica che sia a fondamento della cultura di governo. E non si costruisce una cultura di governo inseguendo l'antipolitica sguaiata, gridata, anti-istituzionale che spera di guadagnare solo a spese di chi si assume l'onere e l'onore delle scelte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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