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Clini e Passera firmano il decreto ’anti inchini’

Il decreto prevede che le navi di grossa stazza navighino a due miglia dai confini delle aree marine protette

Firmato il decreto anti-inchini per le rotte sicure. A firmarlo ieri al Giglioi ministri dell'ambiente Corrado Clini e dello sviluppo economico Corrado Passera. Sarà vietato il passaggio alle navi a due miglia dai parchi. Al via norme su Venezia e santuario cetacei. In particolare il provvedimento, dopo l'incidente della Concordia proprio all'imboccatura del porto dell'Isola del Giglio, prevede che le navi di grossa stazza navighino a due miglia dai confini delle aree marine protette. Per il Santuario dei cetacei vengono previste norme ad hoc per le navi cargo che dovranno fissare i carichi per evitare la loro perdita in mare. Per la Laguna di Venezia, i limiti partiranno al momento delle vie alternative.

Il provvedimento sulle cosiddette rotte anti-inchino «è molto importante perchè stabilisce regole generali per la sicurezza della navigazione in zone sensibili. E' stato sollecitato dall'incidente della Costa Concordia all'Isola del Giglio ma ha un'ambizione più ampia, quella di essere un segnale molto forte per il turismo sostenibile». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. ll provvedimento, ha riferito il ministro rispondendo ai giornalisti, prevede «una zona cuscinetto tra aree particolarmente sensibili e la nave e stabilisce principi in base ai quali chi gestisce le rotte delle crociere guardi alla protezione dell'ambiente». Si tratta, ha sottolineato il ministro, di una «norma quadro» che comprende anche regole per la Laguna di Venezia e per i carichi che attraversano le acque del Santuario dei cetacei, il tratto di mare tra l'arcipelago toscano, la Liguria, Montecarlo e la Corsica.

Rischio ambientale ridotto. Rispetto agli «incubi» delle prime ore «il rischio ambientale è ridotto. Lo svuotamento dei serbatoi è arrivato all'85% e c'è un programma di lavoro sulla gestione dei fluidi a bordo». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. Per quanto riguarda il futuro dello scafo, Clini ha detto che «la soluzione più auspicabile è la rimozione della nave per intero». «Vogliamo liberare il porto del Giglio il più in fretta possibile», ha detto Clini, sottolineando che le proposte «dovranno arrivare entro metà marzo». Nelle due settimane successive si ragionerà sul come e il quando. «Questo è prioritario per il rilancio dell'isola e oggi - ha detto Clini - abbiamo avviato un programma per il Giglio isola sostenibile». E rivolgendosi alla popolazione ha detto: «un grande esempio. Dinanzi ad un impatto così negativo è stata capace di gestire l'emergenza avendo in mente il suo futuro».

Il sindaco del Giglio: "Salvare la comunità dell'isola". La popolazione dell'Isola del Giglio «ha saputo salvare i naufraghi e dare loro accoglienza ed ospitalità al massimo della loro capacità. Ma adesso c'è da salvare il loro mare, c'è da salvare il loro ambiente, la loro economia, le loro famiglie e c'è da salvare un'intera comunità che guarda al futuro con ansia e trepidazione». Lo ha detto il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, in un appello rivolto al ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, durante la visita oggi sull'isola. «Adesso, signor ministro - ha proseguito Ortelli - ci sono da salvare i gigliesi che si aspettano da noi risposte importanti e decisioni concrete affinchè anche loro possano guardare al futuro con fiducia e speranza».

Gabrielli, mese decisivo per la rimozione. «Questo mese è decisivo quando vedremo in che si sostanziano i progetti. L'emergenza si potrà dire conclusa solo con la rimozione della nave e un impatto tendente a zero». Lo ha detto il capo della protezione civile, prefetto Franco Gabrielli. «Non saremo spettatori disinteressati, abbiamo l'obbligo di tutela degli interessi pubblici. Entro la mezzanotte del 3 marzo, c'è tempo, ha ricordato Gabrielli, per presentare le soluzioni di rimozione della nave. Soluzioni che «nè il ministro Clini nè io conosciamo», ha aggiunto Gabrielli sottolineando che «gli interessi in gioco per noi sono solo i benefici nei confronti della popolazione e dell'ambiente». In 50 giorni però è stato «quasi azzerato uno dei rischi più temuti, ovvero il carburante» ha detto Gabrielli. «Oggi di quel carburante c'è un residuo del 16% e nel giro di qualche settimana verrà accantonato». Gabrielli ha rivolto un pensiero ai corpi che mancano ancora all'appello, sette. «Sono motivo di sofferenza - ha detto Gabrielli - e di impegno». Per quanto riguarda le condizioni

della nave questa «ha mantenuto una sostanziale staticità, l'impatto ambientale è quasi nullo e i dati che ci arrivano dalle analisi ci rassicurano e ci fa sperare al di fuori di questo territorio può rappresentare opportunità di turismo estivo e non solo il turismo delle disgrazie».

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