cognetta (fimmg)

«Ma non siamo soldatini al servizio dell’azienda»

LIVORNO «Non siamo soldatini al servizio della Asl che deve far quadrare i conti, ma professionisti che curano le persone. Questo atteggiamento da parte dell’azienda è controproducente». È scocciato...

    LIVORNO

    «Non siamo soldatini al servizio della Asl che deve far quadrare i conti, ma professionisti che curano le persone. Questo atteggiamento da parte dell’azienda è controproducente». È scocciato il segretario della Fimmg livornese, Pasquale Cognetta. «A dicembre – spiega – alcuni medici avevano già ricevuto un richiamo scritto e avevamo chiesto la convocazione urgente del comitato aziendale. Ma malgrado le numerose richieste, niente si è mosso fino all’invio (a tutti) di questa lettera, che è peggio della precedente».

    Il rappresentante della federazione dei medici di medicina generale fa quindi sapere che «torneremo a chiedere una riunione per contestare questa iniziativa grossolana: le graduatorie sono molto grezze, non tengono di conto dell’età dei pazienti, delle loro patologie». Negli ultimi anni, sostiene, «i medici hanno dimostrato grande capacità di collaborazione: ai tempi di Scura eravamo 15 punti sopra la media regionale per spesa farmaceutica. Abbiamo fatto incontri su incontri ponendo l’attenzione sugli aspetti economici e col tempo siamo riusciti a risalire di 16 punti. Le valutazioni espresse dall’azienda con queste lettere hanno dato un grande fastidio, anche perché la media toscana è già la più bassa d’Italia: i professionisti ripresi si sono sentiti offesi». Cognetta non mette in discussione gli obiettivi di risparmio («ma rifiutiamo spirali economicistiche»), così come il collega della Fimmg, Egidio Cicora: «Giusto cercare di prescrivere il più possibile farmaci a brevetto scaduto (quelli non “griffati” presentati dalla case farmaceutiche, ndr) che hanno lo stesso risultato e sono più economici. Ma perché non è stato riservato lo stesso trattamento, ad esempio, agli specialistici? Non siamo gli unici a prescrivere farmaci: di solito è proprio lo specialista che consiglia al paziente un tipo di medicinale che poi noi dobbiamo mettere in discussione proponendo un equivalente».

    «Il problema della sostenibilità del sistema sanitario – riprende Cognetta – bisogna porselo, anche perché risparmiare dove si può significa liberare risorse per altri capitoli di spesa. Forse la Calamai ha ritenuto l’invio delle lettere un atto dovuto rispetto alle indicazioni regionali, ma la modalità è stata quantomeno antipatica e controproducente».

    «Non possiamo fare l’impossibile – chiude – il nostro primo obiettivo resta la cura del paziente. Per questo ho detto ai colleghi di mantenere la calma e di ignorare completamente le indicazioni rispetto al taglio netto delle prescrizioni: di fronte a obiettivi aziendali e non a norme non può essere prevista alcuna sanzione».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    11 febbraio 2012

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