L’Asl dà le pagelle ai medici di famiglia Scoppia la polemica

E spunta una classifica con 268 dottori di tutta la provincia L’obiettivo dell’azienda è ridurre la spesa per i farmaci

    di Juna Goti

    LIVORNO

    Ora i medici di famiglia devono fare i conti con “voti e pagelle”. E a molti non va proprio giù. Negli ultimi giorni i 268 professionisti convenzionati col servizio sanitario regionale dall’Elba a Livorno hanno ricevuto dalla Asl 6 una lettera a firma della direttrice Monica Calamai in cui vengono invitati a ridurre le spese per i farmaci, con tanto di analisi delle ricette staccate nell’ultimo anno. Il punto è che per la prima volta l’azienda li ha chiamati alla lavagna, affiancando ad ogni parametro preso in esame la rispettiva posizione in classifica rispetto ai colleghi: ecco come sei messo da 1 a 268. Mossa che non è piaciuta ai medici che hanno lasciato commenti di fuoco sulla mailing list della categoria. Anche perché se la posizione non è buona sono invitati ad allinearsi alla politica aziendale, facendo più attenzione alle spese. Ovvero al tipo e alla quantità di farmaci che prescrivono ai pazienti.

    Parola d’ordine: risparmiare. «Caro collega – si legge nella lettera – la legge finanziaria regionale stabilisce per il 2012 un significativo piano di rientro per la spesa complessiva di farmaci e dispositivi medici, corrispondente a un minimo del 7 % di riduzione rispetto al 2011». «Pur nell’ottica del mantenimento dei livelli assistenziali – continua la nota – le strategie principali di risparmio sulla farmaceutica consistono nell’orientamento della prescrizione verso i farmaci a brevetto scaduto o comunque con minor costo per unità posologica e nella riduzione dei consumi di farmaci derivanti da inappropriatezza prescrittiva». Insomma, fare ricette solo se serve e prestare attenzione a cosa si sceglie.

    L’Asl dà i voti. Nella lettera vengono presi in esame cinque parametri che si rifanno alle categorie di farmaci più costosi, ma anche di più largo consumo: Ipp (per l’ulcera e le esofagiti), statine (per il colesterolo), antidepressivi, sartani (contro l’ipertensione), farmaci generici. Per ogni parametri viene scritto al medico quanto si è “scostato” in percentuale - da gennaio a ottobre 2011 - dall’obiettivo aziendale e come è posizionato in classifica. «Più il numero è basso – si legge nella nota – peggiore è la performance raggiunta».

    Signori, mettetevi in riga. Chi sta tra la posizione 1 e 80 è invitato a «ridurre la sua attuale percentuale di scostamento dal dato aziendale di almeno il 50 per cento». Quelli che vanno un po’ meglio, tra 81 e 160, dovrebbero ridurre la forbice del 30 per cento. Per chi è già in vetta l’invito a «mantenere e migliorare la sua performance anche nel 2012».

    Altolà dell’ordine. Il presidente dell’ordine dei medici, Eliano Mariotti (anche lui ha ricevuto la sua lettera), è perplesso: «Quando ci sono obiettivi da raggiungere si convocano le parti e se ne discute. Queste lettere rischiano di diventare controproducenti». «Non mi risulta – continua – che nel resto della regione siano state assunte iniziative simili. L’ordine è amareggiato: Livorno era stato fanalino di coda per la spesa farmaceutica, ma negli ultimi anni ha recuperato moltissime posizioni. Mi sembra che per l’ennesima volta si voglia raschiare il barile». «Gli obiettivi tracciati nelle lettere – chiude – non sono obblighi, ma tendenze. Anche perché in quelle graduatorie non si tiene presente che ogni professionista ha la sua casistica di pazienti e magari è traduttore di prescrizioni fatte dagli specialisti. In ogni caso se il medico non è sereno il paziente non ci guadagna».

    11 febbraio 2012

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