Beffa dopo il blitz «Sono irregolari» ma salta il rimpatrio

Giovedì pomeriggio cento persone fermate in città Il centro d’accoglienza è irraggiungibile per il gelo: liberati

    di Federico Lazzotti

    LIVORNO

    Il blitz di giovedì pomeriggio tra piazza della Repubblica e piazza dei Mille si trasforma in una mezza beffa per le forze dell’ordine mentre è «un regalo» per i clandestini destinati al rimpatrio e rimessi in libertà a meno di 24 ore dalla retata. La colpa – spiegano dalla Questura con un briciolo di rammarico – è del maltempo che ha impedito a finanzieri e agenti di raggiungere il Centro di identificazione ed espulsione al quale il Ministero aveva destinato la decina di immigrati provenienti da Livorno.

    «È solo un contrattempo – minimizza Walter Delfino, dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura – quello di giovedì è stato solo il primo di una serie di interventi che abbiano intenzione di effettuare in quella zona della città. Per noi è stato determinante avere certi riscontri e far sentire nel quartiere la presenza delle forze dell’ordine dopo i numerosi esposti da parte dei cittadini che in questi mesi ci hanno scritto segnalando episodi di illegalità». Lo slogan del questore è semplice: ridare dignità alla zona. Ecco il motivo dello spiegamento di forze dell’ordine che dalla tre del pomeriggio, prima in borghese e poi in divisa, hanno accerchiato il quadrilatero compreso tra via degli Avvalorati, Scali delle Cantine, piazza dei Mille e via Terrazzini per un servizio che ha unito il controllo dell’immigrazione clandestina, l’antidroga e la regolarità degli esercizi commerciali. Questa volta è toccato ad una cinquantina tra poliziotti e berretti verdi della finanza, ma «nei prossimi controlli – spiegano – saranno impiegate anche le altre forze dell’ordine».

    Non sono mancati i tentativi, a volte goffi, di scappare mentre qualche fuga è riuscita. «Qualcuno ha abbandonato la merce contraffatta e ha iniziato a correre appena ha visto le divise – racconta chi c’era – altri, invece, si sono messi la bici sulle spalle pensando di allontanarsi più in fretta».

    Più di un centinaio le persone fermate. «Circa la metà – spiega Francesco Zerilli che comanda l’anticrimine – sono risultati con identità poco chiare e sono stati portati in Questura». Al termine degli accertamenti una decina di questi sono risultati clandestini e per sette di loro è scattato l’ordine di espulsione con accompagnamento, anticamera del rimpatrio. Ma quando in Questura hanno visto la destinazione si sono resi conto che non avrebbero potuto raggiungere il Cie nei tempi previsti dalla legge. Così non hanno potuto fare altro che rimettere tutti in libertà con un semplice ordine di espulsione entro sette giorni che - confermano gli inquirenti – quasi nessuno rispetterà.

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    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    11 febbraio 2012

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