Pitigliano: costò sei miliardi di lire e fu usato solo per 17 anni. Anche abbatterlo costerebbe troppo
Ferisce gli occhi ancora abbagliati dalle case saldate al tufo come fossero una cosa sola, cartolina memorabile di una Toscana capace di resistere al tempo e alle offese portate dagli uomini. Se ne sta brutto e dimenticato lungo la strada che da Pitigliano porta a Viterbo, attorniato da un recinto metallico pieno di ruggine conficcato su una base di calcestruzzo di qualità scadente. L'edificio, un parallelepipedo di ottanta metri per ottanta, nella forma segue il perimetro esterno, dal quale è separato da un cortile che nelle intenzioni dei progettisti doveva servire al camminamento della vigilanza. L'ex carcere mandamentale di Pitigliano, costruito nel 1980 con una spesa di sei miliardi di lire, è diventato un monumento allo spreco, alla superficialità con cui si sperpera il denaro pubblico, alle idee che corrono in direzione opposta ai fatti quando si tratta dei soldi di tutti. Il bello è che 32 anni dopo nessuno sa cosa fare di quella costruzione triste più di una bestemmia a partire dal grigio cementizio delle pareti esterne. Anche perché nemmeno una persona sa spiegare con esattezza chi ne sia proprietario: il ministero di Grazia e giustizia? L'amministrazione comunale? Lo Stato in senso lato?
«Potrebbe essere usato di nuovo solo a prezzo di un investimento oneroso - spiega Maria Cristina Morrone, direttrice del carcere di Grosseto -. Ogni cosa, a partire dagli impianti, va rifatta di sana pianta. E ad opera conclusa resterebbe una struttura scomoda e inutilizzabile». Anche perché potrebbe ospitare al massimo 15 reclusi, per i quali servirebbe un nucleo di guardie paragonabile a quello di una casa di pena dieci volte più grande: una trentina in tutto. Senza dimenticare l'organizzazione dei servizi e i disagi per gli spostamenti, in particolare quelli con Grosseto, dove hanno sede la procura e il tribunale, distante 84 chilometri. Pasquale Salemme, responsabile toscano del Sappe, sindacato degli agenti penitenziari, un'idea ce l'avrebbe: «Io credo che potrebbe essere restaurato. E' una casa mandamentale, diversa dalle case di reclusione. In teoria potrebbe fare a meno del muro di recinzione. Farebbe al caso della custodia attenuata - aggiunge -, la fase-filtro dal carcere alla libertà. Però mi chiedo: sarebbe più utile ristrutturarlo o costruirlo ex novo?» Ma il carcere di Pitigliano non sarà né ristrutturato né costruito ex-novo. E' nato col destino segnato, dopo che i lavori erano andati avanti al passo di lumaca, per restare aperto solo 17 anni, dal 1987 al 2004.