Polemica dopo l’attivazione dell’impianto per sopperire alla mancanza di gas. Giannini: "Una fabbrica di tumori"
«Quell'impianto è un fornitore di tumori, va chiuso». Il capogruppo di Sel in Comune, Lamberto Giannini, apre la polemica sulla centrale Enel riattivata due giorni fa tra il porto e la città. Con il vecchio continente bloccato dal gelo e il metano che rischia di scarseggiare, la società che fornisce energia ha ottenuto il permesso di rimettere in moto in via eccezionale sia l'impianto del Marzocco che quello di Piombino (Torre del Sale).
Entrambi bruciano olio combustibile: due gruppi per una potenza complessiva di 310 megawatt a Livorno, in via Salvatore Orlando, e quattro gruppi per un totale di 1280 megawatt a Piombino. «Non sono un allarmista – riprende il professore di Sinistra Ecologia e Libertà – ma l’attivazione di questo impianto altamente inquinante e nocivo per la salute è gravissima. Non sono così convinto che la misura fosse necessaria, la paura è che si stia solo sfruttando l’emergenza. È stata una pecca dei governi che si sono succeduti quella di non avere investito nella riconversione in chiave sostenibile degli impianti. E ora ecco il risultato».
Le centrali di Livorno e Piombino erano già entrate in funzione per una situazione simile nel 2006, concorrendo a far risparmiare un miliardo di metri cubi di gas al Paese. E anche l’ultima volta fu polemica per quel fumo nero che si appiccicava un po’ dappertutto, nella periferia nord della città.Informato dell’attivazione dell’impianto, l’assessore all’ambiente Mauro Grassi ha contattato sia gli uffici romani della società che quelli della regione Toscana per verificare tutte le autorizzazioni. «L’Autorizzazione integrata ambientale – spiega – è stata prorogata dal ministero fino alla fine del 2012: in pratica permette la messa in opera dell’impianto in caso di necessità».
Impossibile, per ora, dire quanto resteranno in moto sia la centrale del Marzocco che quella di Tor del Sale: dipende dall’ondata di gelo, dall’approvvigionamento di gas. Di certo, come ripete Grassi, c’è che «l’Aia prevede l’utilizzo di olio combustibile leggero». Tradotto: meno inquinante.
Ma almeno per il primo giorno nell’aria ci sono finite sostanze forti. «Per motivi di urgenza – conferma Grassi – il primo giorno è stato bruciato combustibile vecchio, da consumare. Ma oggi (ieri, ndr) è arrivato l’olio nuovo. Dalla società ci hanno assicurato che si tratta di un tipo di combustibile più leggero rispetto a quanto previsto dall’autorizzazione».
«L’impianto – ripete l’assessore – ha tutte le certificazioni e di fronte all’emergenza europea non possiamo opporci». Ma ha chiesto un incontro urgente a Enel «per discutere il futuro della centrale che non può continuare a stare lì».
«Vogliamo arrivare alla fine del 2012 con una strategia per quell’area – continua – ci sono diverse ipotesi da valutare. Di certo il Comune non darebbe l’ok a un adattamento dell’impianto al carbone liquido». Richiesta fatta, peraltro, a Piombino.
Intanto, su richiesta di alcuni consiglieri tra i quali Giannini, il presidente Andrea Romano (Idv) si è attivato per convocare «il prima possibile la commissione ambiente: «Ho parlato con l’assessore, subito dopo il faccia faccia con i vertici Enel verrà a riferire in commissione». «Quello deciso dal governo – chiude – non è provvedimento che si può prendere alla leggera. Può avere un impatto sulla salute dei cittadini, se ci fossero alternative sarebbe meglio».
Ieri pomeriggio la polemica ha raggiunto anche i banchi della Regione. Il presidente della commissione ambiente del consiglio toscano, Vincenzo Ceccarelli (Pd), ha detto che sulla riattivazione delle centrali a olio combustibile «sarebbe auspicabile un ripensamento». Ceccarelli, che ha parlato a margine della presentazione di Energia 2012, kermesse dedicata alle energie pulite, ha spiegato che «quando si va a fare nuovi impianti più che pensare agli oli esausti forse sarebbe meglio pensare o alle rinnovabili oppure ai cicli combinati col gas, che sono sicuramente di impatto minore e danno gli stessi risultati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA