Inchiesta sui lavori in ospedale ora la Finanza sente i testimoni

Fiamme gialle nella sede dell’azienda per ascoltare il personale degli uffici amministrativi Nel mirino un dirigente dell’Asl: potrebbe aver favorito irregolarità nelle pratiche per gli appalti

    di Lara Loreti

    LIVORNO

    Finanzieri in ospedale e negli uffici amministrativi dell’Asl per accertamenti e raccolta di testimonianze sulle modalità di affidamento degli appalti. Si allarga così l’inchiesta delle fiamme gialle, coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Rizzo, che ruota intorno a una serie di lavori disposti ed effettuati nel 2006-2007. Si tratta di cantieri aperti a Livorno nell’ospedale di viale Alfieri, ma anche in altre strutture dell’Asl 6 dislocate nei distretti in città e in provincia.

    In questi giorni i militari si sono attivati per raccogliere ulteriori testimonianze di persone che lavorano nell’amministrazione (a Monterotondo) e il cui ruolo è considerato chiave per ricostruire gli eventuali illeciti effettuati nelle pratiche che riguardano gli appalti. Gli investigatori infatti sono al lavoro per risalire a tutti i passaggi che sono stati fatti dagli amministrativi e dai dirigenti incaricati nella fase di individuazione delle aziende da ingaggiare e di realizzazione delle opere.

    Si ipotizza un “gioco” di consulenze e affidamento dei lavori a ditte amiche o comunque senza rispettare la trafila delle autorizzazioni e della regolare prassi. All’esame degli investigatori anche la proporzione tra i soldi spesi e la qualità delle opere effettuate. Scopo di chi indaga infatti è anche valutare se ci siano stati degli sprechi, caso in cui si configurerebbe un danno erariale. E intanto a tal proposito, in base a indiscrezioni, l’attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata su un dirigente Asl che avrebbe effettuato una consulenza esterna senza la necessaria autorizzazione. Questo aspetto delicato è in fase di accertamento da parte della magistratura, che è in contatto con la Corte dei Conti per eventuali illeciti amministrativi con conseguente danno economico per lo Stato.

    L’ipotesi di reato per il momento è di abuso di ufficio. Ma all’analisi dei finanzieri e della procura ci sono anche altre possibili accuse come corruzione e/o concussione.

    L’inchiesta è ancora in fase iniziale e da parte degli inquirenti c’è massimo riserbo .

    Comunque, in base a quanto emerso, le prime conferme sulle ipotesi di reato sarebbero già arrivate dai risultati della complessa perizia che è stata svolta nei mesi scorsi da tecnici incaricati dalla stessa procura. Gli esperti hanno analizzato centinaia di documenti contabili da cui hanno ricavato una lunga e dettagliata relazione.

    L’inchiesta è partita tre anni e mezzo fa come filone nato da un’altra precedente indagine, quella sulla famigerata questione dei sotterranei dell’ospedale. All’inizio del 2007 la Procura aveva sequestrato una parte dei corridoi interrati, che in base all’accusa erano in condizioni precarie e non rispettose delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Indagando sullo stato dei sotterranei e sugli appalti relativi alle successive riparazioni, gli inquirenti si sono imbattuti in altri meccanismi sospetti, da approfondire. Hanno infatti accertato che in quello stesso periodo, e a quanto pare anche in seguito nell’anno successivo, erano stati appaltati dei lavori di rifacimento non solo di quell’ala, ma anche di altri reparti dell’ospedale, che negli ultimi anni ha ospitato diversi cantieri.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    08 febbraio 2012

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