Sei gradi nei corridoi, la preside ordina: tutti a casa Da oggi in tutte le superiori riscaldamenti accesi 24 ore
LIVORNO
Sei gradi nei corridoi. Nove nei laboratori. Undici nelle aule. Per il secondo giorno consecutivo i vecchi locali dell’istituto professionale Orlando sembravano un frigorifero con i banchi. E stavolta il responsabile della sicurezza della scuola ha deciso che no, non era più il caso di far stringere (anzi battere) i denti a studenti, bidelli, insegnati. Ha scritto alla preside e attorno alle dieci in ogni aula è arrivata la circolare: chi vuole può uscire. O meglio: i maggiorenni che vorranno potranno uscire, gli altri potranno lasciare l’istituto dopo che almeno telefonicamente sarà arrivato il permesso dei genitori. E così alla fine della mattinata in oltre duecento (su 320 alunni) se ne sono tornati al calduccio della propria casa. Chi ha deciso di restare è stato spostato nelle aule più calde e ha continuato lì le lezioni.
Oggi invece la questione dovrebbe notevolmente migliorare: la Provincia infatti ha dato l’ok per tenere acceso 24 ore su 24 il riscaldamento in tutti gli istituti superiori e così al primo suono della campanella, stamani, gli studenti dovrebbero trovare un clima un po’ più accogliente.
Siberia in piazza II Giugno
In realtà il termometro in stile siberiano gli alunni dell’Orlando l’avevano assaggiato già lunedì mattina. Dopo 4 giorni di scuola chiusa, due per neve due per il weekend, la sorpresa che avevano trovato al rientro sui banchi era abbastanza prevedibile: i termosifoni infatti erano rimasti rigorosamente spenti e così nei corridoi, nelle officine e nelle aule si gelava. Il giro, termometro alla mano, locale per locale, del professor Angiolo Angiolini, responsabile della sicurezza dell’Ipsia, aveva confermato quello che tutti sentivano sulla propria pelle. Sei, sette gradi nei corridoi, otto, nove in laboratori e officine, tredici, quattordici nelle aule. Per un giorno tutti però hanno deciso di stringere i denti. Studenti in aula con cappotti e berretti, bidelli incollati ai termosifoni.
Dalla presidenza - che ha sede al geometri Buontalenti - era partito l’allarme alla Provincia e palazzo granducale aveva garantito che avrebbe allungato l’accensione del riscaldamento per 24 ore.
La beffa...
E invece ieri mattina stessa scena: all’entrata gli ambienti erano nuovamente polari. Il professor Angelini ha bissato la sua ricognizione e i risultati sono stati identici. «A quel punto ho scritto alla dirigente Nacci - racconta il responsabile per la sicurezza dell’istituto - sottolineando che la stessa agenzia energetica della Provincia ci aveva comunicato che una temperatura tra 9 e 15 gradi è troppo fredda, rende difficile la concentrazione e potrebbe essere negativa per la salute». La preside ha così predisposto la possibilità per tutti di lasciare la scuola. Ma non tutti hanno potuto tornarsene a casa.
«I maggiorenni hanno firmato l’uscita come consente la legge e se ne sono andati - spiega l’ex vicepreside Fulvio Falleni -. Gli altri invece hanno dovuto attende l’ok telefonico dei propri genitori». E così davanti ai due uffici della segreteria si sono create due lunghe code di ragazzi: uno alla volta tutti hanno chiamato casa da un telefono con registratore per avere il permesso all’uscita. Alla fine in oltre duecento sono riusciti a fuggire dal freddo di quelle stanze. Gli altri sono stati radunati nei locali meno gelidi e hanno continuato le lezioni.
Caldo in ritardo
Ma che cos’era successo? A scuola si era sparsa la voce che il problema del riscaldamento che si era nuovamente spento di notte, era nato a Firenze, da dove viene telecomandata l’accensione delle caldaie delle scuole gestite dalla Provincia. In realtà non è esattamente così.
«Il fatto è che l’ordine per l’accensione 24 ore su 24 è partito quest’oggi (ieri, ndr) - spiega l’assessore all’edilizia scolastica Catilina Schezzini -. Dunque domattina (oggi) tutte le nostre scuole dovrebbero garantire un’accoglienza migliore. E’ vero che la ditta che ha vinto l’appalto per la gestione degli impianti è di Firenze e ha accensioni remote in sede, ma ha anche tecnici sul territorio. Il problema tuttavia non è nato lì. Da oggi (ieri, ndr) per fortuna la situazione dovrebbe migliorare grazie all’accensione senza interruzioni. Devo dire che le uniche problematiche che abbiamo riscontrato finora sono state proprio quelle dell’Orlando, dove i vecchi infissi hanno contribuito a peggiorare gli effetti della situazione meteo».
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