Omaggio a Caproni, il cantore della città

Oggi al Goldoni si apre l’anno di celebrazioni per il grande poeta, in programma tante iniziative

    LIVORNO

    Sulle note di Gioacchino Rossini oggi Livorno apre l'Anno Caproniano, un anno di iniziative che la città dedicherà al concittadino Giorgio Caproni di cui ricorre quest'anno il centenario della nascita ( Caproni è nato a Livorno il 7 gennaio 1912 ed è morto a Roma il 22 gennaio del 1990).

    Oggi, alle ore 17, al Teatro Goldoni nella Sala Mascagni cerimonia di apertura delle celebrazioni rivolte al grande poeta del '900 con la consegna da parte dei figli di Caproni, Silvana ed Attilio Mauro, di due preziosi violini appartenuti al padre. I violini saranno donati al Comune e rimarranno esposti al teatro Goldoni.

    La cerimonia sarà scandita da momenti musicali (un primo intervento dedicato come detto a G.Rossini, quindi ad A. Marcello con "Anonimo Veneziano", ed infine a Beethoven) a sottolineare l'amore per la musica che Caproni ha sempre coltivato fin dagli anni della sua adolescenza quando maturò l'idea di diventare musicista.

    Saranno presenti il sindaco Cosimi, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno Luciano Barsotti, l'assessore alla cultura del Comune Mario Tredici ed il direttore generale della Fondazione Teatro Goldoni, Marco Bertini.

    Nel corso della cerimonia il professor Lorenzo Greco, docente di sociologia della comunicazione ed a cui è stato affidato il coordinamento scientifico di tutte le iniziative dell'anno caproniano, leggerà alcune poesie del poeta.

    La cerimonia di oggi, che segna l'avvio del programma delle manifestazioni, sarà l'occasione per presentare alla città le iniziative in campo: tanti appuntamenti tesi a coinvolgere un pubblico sempre più vasto della città - in particolare i giovani - nella conoscenza di questo grande poeta, cantore di Livorno.

    Giorgio Caproni è stato senza alcun dubbio uno dei massimi poeti del Novecento. Di origini modeste, il padre Attilio è ragioniere e la madre, Anna Picchi, sarta. Giorgio scopre precocemente la letteratura attraverso i libri del padre, tanto che a sette anni scova nella biblioteca paterna un'antologia dei Poeti delle Origini (i Siciliani, i Toscani), rimanendone irrimediabilmente affascinato e coinvolto. Nel periodo della Prima Guerra Mondiale si trasferisce insieme alla madre e al fratello Pierfrancesco (più vecchio di lui di due anni) in casa di una parente, Italia Bagni, mentre il padre è richiamato alle armi. Sono anni duri, sia per motivi economici sia per le nefandezze della guerra che lasciano un profondo solco nella sensibilità del piccolo Giorgio. Finalmente nel 1922 terminano le amarezze, prima con la nascita della sorellina Marcella, poi con quello che sarà l'avvenimento più significativo nella vita di Giorgio Caproni: il trasferimento a Genova. Terminate le scuole medie, s'iscrive all'Istituto musicale "G. Verdi" dove studia violino. A diciotto anni rinuncia all'ambizione di diventare musicista e s'iscrive al Magistero di Torino, ma presto abbandona gli studi e si dedica alla poesia.

    03 febbraio 2012

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