Bernardo: siamo contro la deregulation ma per ora non faremo come Pisa Martedì tavolo di consultazione con sindacati e associazioni di categoria
di Juna Goti
LIVORNO
Nessuna ordinanza, almeno non a breve, per regolamentare le aperture e gli orari dei negozi. L’assessore Paola Bernardo lo dice a chiare lettere: il municipio labronico non farà come il vicino pisano «perché abbiamo perplessità, forti perplessità, sulla possibilità di emettere davvero un’ordinanza tenendo il Comune a riparo dai ricorsi in questa fase di transizione».
Così l’amministrazione risponde alle critiche mosse da associazioni di categoria e sindacati che ieri, dalle colonne del Tirreno, hanno chiesto «più coraggio» in attesa di capire chi la spunterà nell’intricato calendario del commercio all’italiana: il decreto Monti, che da inizio anno prevede la totale liberalizzazione (ovvero la possibilità di tenere le saracinesche alzate 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno), oppure la Regione, che nella manovra di fine 2011 ha inserito alcuni paletti (ad esempio un massimo di 13 ore lavorative), rivendicando il potere decisionale dei singoli territori.
Alcuni Comuni della Toscana, con Pisa capofila, in attesa di capire come si pronuncerà la Corte costituzionale a cui si è rivolta la Regione, hanno emesso una serie di ordinanze per limitare le aperture. «Bernardo abbia più coraggio e dia un segnale politico forte facendo entrare in vigore la stessa ordinanza dello scorso anno», hanno ripetuto ieri i sindacati sulla scia dei cugini.
«Ma qui non si tratta di avere coraggio – controbatte lei – la nostra amministrazione ha già detto in sede locale e regionale che la strada della deregulation non è quella giusta. Abbiamo già chiarito che siamo contro la liberalizzazione senza freni, ma di fronte a una legge nazionale non siamo affatto convinti di poter emettere un’ordinanza di questo tipo».
Bernardo dice che «ci sono provvedimenti provvisori che non ci confortano: il Tar veneto, ad esempio, ha appena sospeso l’ordinanza di un Comune sottolineando che in materia di concorrenza la disciplina spetta allo Stato».
In sostanza: «Non sposiamo la linea del governo, ma senza chiarimenti dalla Corte non possiamo che applicarla».
Oggi l’assessore sarà a Firenze per incontrare i vertici della Regione insieme ai rappresentanti degli altri comuni toscani. «Ho già incontrato gli assessori della costa – aggiunge – e sono sulla nostra lunghezza d’onda: seguono le indicazioni dell’Anci. Neppure Grosseto e Siena, solo per fare alcuni esempi, hanno scelto la strada delle ordinanze».
Intanto per martedì è stato riconvocato il tavolo di concertazione che era saltato causa maltempo. Il tavolo, chiarisce, «sarà consultivo». Quindi non risolutivo. «Vorremmo arrivare a una regolamentazione concordata con tutte le parti, sempre tenendo presente le difficoltà che i Comuni si trovano ad affrontare in questo momento. L’intenzione è di raggiungere un accordo almeno fino a metà maggio, quando già lo scorso anno avevamo deciso le aperture non stop del periodo estivo». «Ma è chiaro – avverte – che serve l’accordo di tutti: a bocce ferme non possiamo che applicare il decreto». E fa capire che comunque su questo fronte la strada è tutta in salita, «se anche per far sedere allo stesso tavolo Federdistribuzione e Confocommercio abbiamo avuto non pochi problemi...».
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