Dagli aerei all’altare Marco sarà sacerdote

Domani la festa ai Salesiani per l’ordinazione del responsabile dell’oratorio «Ero ufficiale dell’aeronautica, poi il cuore ha scelto di aiutare i ragazzi»

    di Juna Goti

    LIVORNO

    E pensare che prima di “fidanzarsi” - come dice lui - con la fede, lo spirito, la missione di Don Bosco era un ufficiale dell’aeronautica. Un ufficiale poco più che ventenne, cresciuto nell’oratorio salesiano di Genzano di Roma, un comune di 25mila abitanti alle porte della capitale. «A un certo punto – racconta – mi sono chiesto dove sarei stato veramente felice e ho fatto la scelta che mi ha riempito il cuore, senza rimpianti». Così il diacono Marco Cimini - per i livornesi semplicemente don Marco - domani pomeriggio sarà ordinato sacerdote nella grande chiesa guidata da don Gino Berto, sul viale del Risorgimento.

    Per celebrare l’ordinazione arriverà a Livorno da Campobasso monsignor Giancarlo Bregantini, il padre che in Calabria si è battuto contro l'ndrangheta lanciando la scomunica a «coloro che fanno abortire la vita dei nostri giovani, uccidendo e sparando».

    Nella chiesa livornese si stanno già preparando ad accogliere centinaia di persone, soprattutto ragazzi. Perché don Marco da alcuni mesi è anche responsabile dell’oratorio salesiano e delle attività educative e sociali che la congregazione porta avanti fuori e dentro la chiesa.

    Una realtà che, come spiega don Gino, «tra oratorio, catechesi, sostegno scolastico, “cantiere laico” e progetti riservati alla comunità rom raccoglie quasi mille giovani, per una cinquantina di animatori». Domani si uniranno ai fedeli e agli amici di don Marco, che partiranno con due pullman da Genzano e da Campobasso.

    «Siamo fortunati – chiosa don Gino – in quattro anni nella nostra chiesa abbiamo ospitato tre ordinazioni sacerdotali: don Daniele, don Francesco e ora don Marco, che è rimasto affascinato da Livorno». «È un grande dono – riprende – un segno: lo spirito di Dio soffia dove vuole, ma va detto che qui c’è un ambiente positivo. Una comunità viva, attenta ai giovani, alle famiglie, a chi è in difficoltà».

    Sono le stesse parole che usa don Marco alla vigilia del suo passaggio: «A Livorno ho trovato una realtà attiva, affascinante, una comunità che sa mettersi al servizio del sociale e che grazie a Dio ha un buon numero di volontari».

    Marco Cimini è nato Genzano nel 1979. Cresce nell’oratorio Salesiano dove inizia a fare l’animatore. «Ero ufficiale dell’aeronautica – racconta – poi ho capito che la mi strada era lavorare con i ragazzi. Quell’oratorio lo sentivo mio e alla fine mi sono chiesto dove sarei stato davvero felice: ho fatto la scelta che mi ha riempito il cuore».

    Nel 2003, quando non ha ancora compiuto 25 anni, si «fidanza» - come ripete dall’altra parte della cornetta, «almeno ci capiamo meglio» – con la congregazione religiosa. Nel 2009 prende i voti perpetui: «Salesiano per sempre, una specie di matrimonio».

    Marco passa da Torino a Roma a Messina, per poi tornare nella capitale. Nel 2010, quando è in Sicilia, diventa diacono.

    Conosce la comunità livornese l’anno precedente, seguendo la strada dell’animazione estiva che a settembre del 2011 lo porta alla guida dell’oratorio. Una delle realtà più grandi e partecipate della città.

    Accento romano, profilo su Facebook, t-shirt e capacità di parlare ai ragazzi: lo raccontano le foto in cui è facile scoprirlo in mezzo a una festa per babini, in gita con i ragazzi, magari con la faccia dipinta e la maglietta arancione.

    Con lui c’è don Gino, che come gli eredi di don Bosco che operano in città, non ama farsi troppa pubblicità. Quando parla, ad esempio, del progetto “Adotta una famiglia” messo in piedi dai Salesiani per fronteggiare l’emergenza casa è laconico: «Anche in questo siamo stati fortunati, abbiamo tanti parrocchiani che danno quello che possono. Ma non vogliamo sbandierare quello che facciamo». Resta il fatto che a oggi, in coordinamento con la Caritas, sono 84 le famiglie aiutate dalla comunità. «Paghiamo qualche bolletta, prepariamo pacchi di prima necessità. Ci sono sempre più famiglie che vivono in povertà, in miseria. Il disagio è grande».

    «Concretezza». La stessa che ha avvicinato don Marco a monsignor Bregantini. «Ci siamo conosciuti nel 2010 – spiega il responsabile dell’oratorio - quando sono stato mandato per alcuni mesi a Campobasso per lavorare con i giovani. Mi ha colpito la sua concreta attenzione per la gente, è uno di quei religiosi che non stanno chiusi tra le quattro mura delle chiese». È per questo che ha chiesto che fosse proprio padre Giancarlo - come lo chiama lui - ad ordinarlo sacerdote. La celebrazione è fissata per le 17: subito dopo è in programma un piccolo rinfresco. Don Marco, almeno per ora, resterà alla guida dell’oratorio livornese.

    03 febbraio 2012

    Altri contenuti di Cronaca

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

     PUBBLICITÀ