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Naufragio della Costa Concordia
Domani si comincia a svuotare i serbatoi 

Per pompare il carburante i sub bucheranno lo scafo sott'acqua. "Rimuovere la Concordia è un'operazione difficilissima ma non impossibile"  

GROSSETO

Da domani inizia una corsa contro il tempo. Una corsa, da condurre con tutte le precauzioni, per svuotare la Costa Concordia del suo carico di carburante: 2.200 tonnellate di olio combustibile e 200 di gasolio. Ieri pomeriggio, è stato firmato il contratto per conferire agli olandesi della Smit e al gruppo Neri di Livorno l’incarico di svuotare i serbatoi della Concordia; oggi dovrebbe essere approvato il piano operativo che i tecnici livornesi e olandesi hanno messo a punto in queste ore e già domani dovrebbero iniziare le operazioni per «debunkerare» il gigante del mare adagiato di fronte a Giglio porto. Lo svuotamento dei serbatoi è la prima urgenza anche per scongiurare una catastrofe ambientale che rappresenterebbe un colpo mortale per l’economia del Giglio e dell’intera provincia e un danno incalcolabile al delicatissimo ecosistema dell’Arcipelago e al Santuario dei cetacei.

Un’emergenza che avrà la priorità una volta che saranno completate le operazioni di ricerca di eventuali superstiti. Già da sabato, comunque, i tecnici olandesi e della Neri sono al lavoro per esaminare i fondali, per valutare, dopo aver esaminato le mappe messe a disposizione della Costa crociere, quali sono le vie migliori per poter raggiungere i numerosi serbatoi e scegliere la migliore strategia per effettuare l’intera operazione in sicurezza scongiurando la possibilità che l’alleggerimento del grande scafo possa comprometterne la stabilità. La Concordia, infatti, è inclinata a novanta gradi, la sua prua appoggia su un fondale di sabbia e alghe, mentre la parte poppiera si è fermata su un basamento di roccia. A circa 30 metri da questa zona però, i sub hanno individuato una sorta di scalino, al termine del quale la profondità raggiunge i 70 metri. Il rischio che la Costa Concordia possa inabissarsi è dunque reale. Problemi enormi, insormontabili si sarebbe tentati di dire, ma non per i tecnici di Smit e Neri. Le due società hanno una storia lunga e gloriosa e hanno effettuato interventi di straordinaria complessità. La Smit, giusto per dare un’idea, è stata protagonista del recupero del sottomarino nucleare russo Kursk, 9mila tonnellate di peso, adagiato a 108 metri di profondità nel Mar di Barents. Pure Neri ha effettuato interventi di straordinaria difficoltà, grazie anche a un pontone colossale capace di sollevare enormi imbarcazioni.

Sul posto si trovano già due rimorchiatori e un grande pontone a cui faranno capo una quindicina di sommozzatori e altrettanti addetti tra tecnici e operai. A pieno organico, parteciperanno alle operazioni una quarantina di uomini. «In queste ore - spiega Piero Neri - stiamo studiando il modo di raggiungere i serbatoi di carburante. Forse, dovremo raggiungere le cisterne con l’aiuto dei sub, bucando lo scafo nella parte sommersa, ma questo non sarebbe un problema, dato che possiamo farlo garantendo che non ci sarà alcuno sversamento». Oggi, il piano sarà presentato alle autorità competenti e appena arriverà il via libera partiranno le operazioni di svuotamento. Difficile, invece, prevedere quanto tempo ci vorrà per completare l’operazione: «Bisogna vedere - aggiunge Piero Neri - in quali condizioni è l’olio combustibile che, a queste temperature diventa più denso, e le condizioni meteo». A questo proposito, le previsioni fanno pensare che oggi ci sarà un’intensificazione delle onde, a cui seguiranno due giorni di relativa bonaccia e un nuovo peggioramento ci sarà a partire da giovedì. Quando le condizioni del mare peggioreranno, le operazioni di svuotamento saranno forzatamente sospese e quindi si dovrà procedere a singhiozzo nel pompaggio dell’olio combustibile e del gasolio che saranno riversati nelle stive di una nave cisterna che in queste ore si sta provvedendo a noleggiare. In ogni caso, si pensa anche al peggio, tanto che di fronte al Giglio stazionano quattro mezzi antinquinamento inviati dal ministero e dotati di tutte le attrezzature necessarie a circoscrivere eventuali fuoriuscite di petrolio dalla nave. Oggi, intanto si terrà in prefettura a Livorno un vertice con il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e rappresentanti della Regione Toscana, degli enti locali, Protezione civile, Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, capitanerie di porto, guardia costiera e vigili del fuoco. Una volta completato lo svuotamento dei serbatoi si aprirà il problema più difficile, la rimozione e, se possibile, il recupero della Concordia. Un recupero di una nave da 114mila tonnellate probabilmente non è mai stato effettuato. Si è verificato un caso, nell’Oceano indiano, di un naufragio di una nave di dimensioni simili e le operazioni sono durate alcuni anni: a causa dell’impossibilità di spostare il relitto, si è dovuto smontarlo pezzo a pezzo. Un’ipotesi che il sindaco Ortelli

non vuol neppure prendere in considerazione. «Ci hanno garantito che la nave verrà rimossa prima dell’inizio della stagione». E Piero Neri non smorza la speranza: «Sarebbe un’impresa difficilissima rimuovere la Concordia, Difficilissima, ma non impossibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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