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Nave da crociera si incaglia all'Isola del Giglio
"Sei morti, forse altre persone nella nave"
E' corsa contro il tempo - Le testimonianze 1 / 2

Cronaca di venerdì notte, 13 gennaio. La tragedia della Costa Concordia nella notte. I naufraghi messi in salvo e ospitati in chiesa e nelle case dalla popolazione. Il prefetto: "Non è detto che tutti siano stati recuperati". La nave viene ispezionata cronaca a cura di Francesca Ferri, Guido Fiorini, Emilio Guariglia, Elisabetta Giorgi; in redazione Federica Scintu, Danilo Fastelli, Luca Cinotti, Andrea Magrini)
La diretta Twitter - Le foto 1 / 2 / 3 - La scheda: il gigante dei mari - Video

ISOLA DEL GIGLIO. Tragedia al largo dell'isola del Giglio per le 4.228 persone (3.196 passeggeri e 1.032 di equipaggio) della nave da crociera Costa Concordia, partita alle 19 da Civitavecchia per un Giro del Mediterraneo e diretta a Savona. La nave si è incagliata e centinaia di persone prese dal panico si sono buttate in mare: sei risultano morte. L'impatto ha causato uno squarcio di 70 metri e ha provocato l'inclinazione di circa 80 gradi.

A dare il bilancio ufficiale al termine di una lunga notte di informazioni contrastanti è il prefetto di Grosseto: sei morti e 13 feriti il bilancio: fra questi uno rischierebbe la paralisi. Non c'è certezza che tutte le persone a bordo siano state recuperate: «Deve essere ispezionata - spiega Linardi - la parte della nave che è sott'acqua. Si procederà con i sommozzatori». Al momento la nave è per più della metà sott'acqua.

Il prefetto aggiunge che non è stato ancora fatto un riscontro esatto dei viaggiatori che sono stati ospitati dalla popolazione dell'isola del Giglio: tante persone sono state tratte in salvo o soccorse da «strutture pubbliche», altri passeggeri, tra cui quelli che si sono buttati in mare, sono stati aiutati dalla popolazione locale. Linardi aggiunge che in circa 1.500 persone sono arrivate a Porto Santo Stefano, trasportate con tre navi. In totale per l'accoglienza in tutta la provincia sono stati recuperati 3229 posti. 

Ci sono, inoltre, alcune persone disperse. La nave è ferma, inclinata a ridosso dell'isola, e per lunghe ore si è temuto che colasse a picco. Quando ha incominciato a imbarcare acqua ai passeggeri sono stati fatti indossare i giubbotti salvagente e sono stati trasferiti sulle scialuppe di salvataggio.

LE IMMAGINI Il fotoracconto dal Giglio di Giorgio Fanciulli

Uomini in mare. Nella notte le ricerche dei dispersi sono proseguite incessantemente. Il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi ha confermato che molti passeggeri della nave si sono buttati o sono caduti in mare. Le ricerche sono ancora in corso, ma non è chiaro quante delle 80 persone inizialmente date per disperse siano state recuperate. Fonti ufficiali parlano ora di "una decina" di dispersi.

I TESTIMONI/ AUDIO Il parroco: ho aperto la chiesa, tutta la popolazione è mobilitata

Naufraghi ospitati in chiesa e nelle abitazioni. Migliaia di persone sono state accolte nella chiesa di San Lorenzo e Mamiliano, negli hotel e nelle private abitazioni dei pochi gigliesi rimasti in paese durante l'inverno. La popolazione si è mobilitata in massa per prestare soccorso con coperte e generi di conforto.

AUDIO/ 2 Il soccorritore: "Sembrava l'Andrea Doria"

"Sembrava il Titanic". La paura arriva all'ora di cena, quando le circa 4.200 persone a bordo della Costa Concordia sono a tavola ai ristoranti della nave da crociera nei pressi dell'Isola del Giglio: uno scossone, poi la luce che va via. Il tempo di capire quello che sta succedendo e l'invito ad indossare i salvagente e avvicinarsi alle scialuppe, «per precauzione». Nel salone ristorante una donna incinta grida, qualche bimbo piange. Poi torna la corrente e il comandante comunica che c'è stato un guasto al generatore elettrico, e che si provvederà ad aggiustarlo in fretta. Qualcuno però, si accorge che la nave si è inclinata, «strano per un guasto elettrico», e il bicchiere non sta più dritto sul tavolo. Si attendono altre comunicazioni. Arriva l'invito ad indossare i salvagente e concentrarsi sul ponte, davanti alle scialuppe.

FOTO Lo sbarco dei sopravvissuti a Porto Santo Stefano

Qualcuno, a bordo, ha pensato al Titanic, di cui tra tre mesi, il 15 aprile, ricorre il centesimo anniversario dell'affondamento.  «Solo una misura preventiva» - rassicura l'equipaggio, sempre secondo i testimoni - ma sulla nave, su cui viaggiano numerose famiglie con bambini, comincia a spargersi una certa preoccupazione. Infine, si ode il segnale di abbandono nave, 7 squilli brevi e uno lungo, si calano le scialuppe, mentre ancora si parla solo di guasto elettrico, e l'allarme aumenta, anche se la compagnia rassicura dicendo che non c'è alcun pericolo. Alla fine arriva la conferma che la nave si è incagliata e che sta imbarcando acqua.

Qualche spintone per salire sulle scialuppe sovraffollate, pianti e grida. «Scene da Titanic», commenta Mara Parmegiani, giornalista e anche lei per caso tra i crocieristi della Concordia. «Si era capito subito che la nave aveva urtato qualcosa - sottolinea - altro che guasto elettrico!».

La diretta Twitter - I primi tweet sulla tragedia

Durante l'evacuazione molti passeggeri sono caduti in acqua, qualcuno forse vi si è gettato per la paura mentre lo scafo si inclinava sempre più, e ha dovuto vedersela con il freddo del mare e della notte. Alcuni testimoni hanno raccontato di una scialuppa su cui erano stati messi in salvo dei bambini che al momento di essere calata in mare, a causa dell'inclinazione assunta dalla nave, è precipitata all'interno dello scafo sfondando una cabina. Una storia da accertare, come sono ancora da stabilire le cause della morte delle vittime: ipotermia, forse, ma non si esclude un malore, nè si sa se fossero tra quelli finiti in acqua.

VIDEO/ LA SCHEDA La scheda - Marras spiega i soccorsi

La macchina dei soccorsi. Intorno alle 4 è arrivata a Porto Santo Stefano la prima nave con quattro persone vive e tre morti a bordo. Altre 230 persone hanno raggiunto il continente sul traghetto Dianum. Poi altre 490. L'ultima nave è partita intorno alle 7 del mattino. Per ospitare i superstiti del naufragio il prefetto ha disposto la riapertura di numerosi alberghi della maremma. Per i primi soccorsi immediati la protezione civile ha montato delle tende da campo a Porto Santo Stefano, mentre all'Isola del Giglio le persone in attesa di imbarcarsi sono tenute all'interno dei pullman per proteggerle dal freddo. La società di trasporti Atm ha messo a disposizione 28 mezzi: per la mattinata di oggi (sabato) non saranno garantiti i servizi scolastici. Venti persone erano a bordo della nave Costa Concordia e che non potevano in alcun modo essere trasferite a bordo delle scialuppe sono state salvate con un elicottero della Guardia Costiera e sono state trasferite a terra. Sul luogo della tragedia sono intervenuti la Guardia di finanza, la Capitaneria di porto, i vigili del fuoco con i sommozzatori, i militari del Quarto Stormo e tutte le altre forze dell'ordine.

Il comunicato di Costa. Una «tragedia che sconvolge». Costa Crociere definisce così l'incidente avvenuto nella notte a Costa Concordia, la nave che si è incagliata nei pressi dell'Isola del Giglio, provocando morti e feriti.    «Il primo pensiero - si legge in una nota diffusa dalla compagnia genovese - va alle vittime: vogliamo esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza ai loro famigliari e amici». Costa Crociere «collaborerà con la massima disponibilità con le autorità competenti per verificare le cause» dell'incidente.    «Le procedure di emergenza per evacuare la nave - aggiunge Costa - sono scattate immediatamente», ma «l'inclinazione che ha assunto progressivamente la nave ha reso le operazioni estremamente difficoltose. In questo momento - sottolinea ancora la compagnia genovese - tutti i nostri sforzi sono concentrati nelle

ultime operazioni di emergenza, oltre che nell'offrire assistenza agli ospiti e all'equipaggio che erano a bordo della nave per farli rientrare al più presto a casa».

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