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Il restauro della chiesa è un rebus

La strada resta chiusa, la rimozione del pinnacolo diventa un caso

LIVORNO. La vicenda della Chiesa degli Olandesi si fa sempre più complessa e intricata. La gravità della situazione richiederebbe infatti un intervento immediato, ma la realtà che emerge in questi giorni lascia pensare a tempi decisamente più lunghi. Intanto gli scali restano chiusi al traffico.

Parla la proprietà. Gli oneri della messa in sicurezza della struttura dovrebbero ricadere sui proprietari dell'immobile. Ma Ennio Weatherford, membro della Congregazione Olandese-Alemanna, ribadisce un concetto già ripetuto in altre occasioni: lui quei soldi proprio non li ha.

«La congregazione livornese - racconta - si è estinta in pratica negli anni '90». Alcuni membri la rifondarono nel 1996, con lo scopo di reperire le risorse per il restauro dell'edificio. Adesso sono in 4 a farne parte, tutti pensionati (due membri sono ultraottantenni), e alzano bandiera bianca. «Sapete quanto costa rifare le impalcature di sicurezza? Quasi duemila euro. Ho dovuto chiedere favori a destra e a sinistra, trovando la disponibilità di alcuni amici nell'edilizia. Da fine agosto dovrebbero iniziare i lavori di sostituzione delle travi». Negli ultimi due mesi, però, ci sono stati ben tre crolli: «Assistiamo impotenti a questo degrado - conclude Weatherford - Per la rimozione del pinnacolo non so dove sbattere la testa».

L'intervento urgente. Già, il pinnacolo. Una struttura che pesa svariate tonnellate è a rischio caduta, è priorità assoluta rimuoverla il prima possibile. La sovrintendenza ai beni culturali ha dato parere positivo sull'operazione, data la situazione di rischio per l'incolumità dei cittadini, a patto che i componenti siano conservati per un successivo restauro. Ma a chi spetta la rimozione? Leonardo Gonnelli, responsabile della protezione civile del Comune, spiega che il suo ufficio può e deve intervenire in fasi di emergenza, per mettere in sicurezza le aree interessate da un pericolo.

«Questo è ciò che è stato fatto all'indomani del crollo», ricorda Gonnelli. Adesso si tratta di compiere un altro tipo di lavoro, peraltro complicato da un punto di vista burocratico (la proprietà è privata) e tecnico. Non si tratta di fare una rimozione "grezza", ma di valutare una serie di aspetti strutturali delicati. La palla passa perciò ai responsabili dell'ufficio per la progettazione e attuazione dei lavori. Che però, a quanto pare, ancora non sanno che il progetto di rimozione "immediata" dovrebbe spettare a loro. Nel frattempo, diverse domande restano senza risposta. Quando sarà rimosso il pinnacolo? Quando sarà riaperta la strada? Per il momento non è dato saperlo.

La fondazione. Se la messa in sicurezza della chiesa sembra avere tempi più lunghi del previsto, l'ipotesi di creare una fondazione procede con tempi più certi, almeno sulla carta. L'ex presidente del Lions Club Livorno, Antonio Heusch, conferma che i buoni propositi ci sono tutti. «Vanno coinvolte varie parti - dice - proprietà, Comune, sovrintendenza, enti e associazioni. La disponibilità è buona, e abbiamo già pronta la bozza dello statuto della fondazione».

I primi incontri sono previsti per settembre. Per quanto riguarda il reperimento dei fondi, arriva la replica di Roberto Russo, consigliere Pdl: «Citare il 5 per mille significa chiedere ai livornesi di giocare alla lotteria. Senza contare che per la destinazione delle risorse ci vogliono quasi due anni». Il consigliere comunale sottolinea che il Codice dei Beni Culturali consente allo stato di
intervenire direttamente sui beni notificati, anche se di proprietà privata. E suggerisce quindi di rivolgersi al Ministero competente. Le proposte e le possibili iniziative, insomma, sono molte. Intanto, però, il pinnacolo rimane in cima alla chiesa, e gli Scali degli Olandesi restano transennati.

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