di Roberto Riu
L’iniziativa degli acquariofili al Parco del Mulino
LIVORNO. E' proprio il mare in una stanza quello che possiamo ricrearci con le più moderne tecniche di acquariologia in mostra fra ieri ed oggi al Parco del Mulino (zona Apparizione). Al secondo congresso di acquariofilia, promosso dall'associazione Goccia Blu in collaborazione con la rivista on line www.acquaportal.it, e col patrocinio dell'Acquario di Livorno, è collegata un'importante rassegna di ben 18 aziende operanti a livello nazionale nel settore degli acquari marini fornendo impianti ed accessori: una tipologia diversa dai comuni acquari d'acqua dolce e che di norma attrae un pubblico più adulto (dai 35 anni in su). Qui, a parte le maggiori dimensioni delle vasche (sui 300 litri), si tratta di riprodurre un ambiente costituito innanzitutto di acqua salata che viene creata artificialmente aggiungendo all'acqua depurata una miscela di sali sino ad ottenere le caratteristiche opportune misurando i vari parametri fisico-chimici con appositi strumenti (densimetro, pHmetro, etc.). Si possono comunque realizzare anche acquari dalle dimensioni molto più contenute dedicandosi invece ai cosiddetti "microreef", ai "nanoreef" ed addirittura ai "picoreef" (meno di 20 litri). L'impiego del termine "reef" non è casuale: generalmente gli appassionati di acquari marini tendono a riprodurre le tipiche formazioni naturali delle barriere coralline utilizzando talee oppure colonie madri di coralli "molli" oppure "duri" che per arrivare ad una taglia ottimale possono metterci anche un paio d'anni. A supporto dei coralli dovranno essere collocate sul fondo dell'acquario delle "rocce vive" mentre per l'alimentazione si provvede con integratori. E' infine davvero possibile riprodurre dei piccoli angoli di oceano inserendo nell'acquario delle specie ittiche, quasi sempre variopinte e sgargianti, come, ad esempio, il pesce pagliaccio, il simpatico protagonista di "Alla ricerca di Nemo", il famoso cartoon uscito nel 2003. Info: www.acquaportal.it
05 giugno 2011