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Rinascimento sotto canestro

Domanda d'iscrizione all'«A3» e accordo con la Montepaschi

LIVORNO. Il basket rialza la testa, Livorno prova a rifare canestro a un certo livello. Oggi alle 14 scadono i termini per chiedere una wild card nel nuovo campionato di sviluppo che rileverà la A dilettanti e il sindaco Cosimi ha deciso di inoltrare la domanda di ammissione, che è partita ieri. Anche se non siamo un capoluogo di regione e il provvedimento del consiglio federale era riservato alle big di ogni di regione qui ci sono una storia e una tradizione che non si possono buttare nel water. In un momento di crisi come questo anche i vertici della Fip si renderanno conto che la rinascita di Livorno sarebbe un bene per tutto il movimento, molto più che appiccicare un titolo sportivo sulla pelle di città (il passato con Genova e Torino parla chiaro) dove la passione per la palla a spicchi non è così radicata e viscerale.

La pre-iscrizione di Livorno, dunque, è partita con 24 ore di anticipo rispetto alla "deadline". Il modulo da compilare prevede la domanda da parte di una società di capitali e così è stato il Don Bosco - unica realtà cittadina ad essere già costituita in srl e non una semplice associazione sportiva - a prestarsi a questa operazione, avendo anche le quattro squadre giovanili (delle quali due in Eccellenza) previste dai requisiti Fip. I 10mila euro richiesti per la fidejussione li ha dati il Comitato di Salvezza (Fabrizio Giusti, Roberto Russo, Alberto Uccelli), nato l'estate scorsa non solo con lo scopo di pensare ai creditori di Basket Livorno ma anche per rilanciare la pallacanestro di vertice in città ridando un senso a quel gigante addormentato da 8033 posti, uno dei palasport più belli d'Italia.

«Abbiamo deciso di candidarci alla nuova A3 - dice il sindaco Cosimi - per provare a reinserire Livorno nel giro che conta, rispondendo a una richiesta generale, e penso di aver fatto il bene dell'intera città». Da un punto di vista tecnico questi i passi dell'operazione: «La pre-iscrizione - continua Alessandro Cosimi - è partita come Don Bosco perché era l'unica società già costituita in srl e in grado di poterlo fare. E Basket Livorno al momento è meglio lasciarla fuori, finché non sarà terminata la procedura di liquidazione. Entro il 30 giugno poi dovremo avere un assetto societario definito, e a quel punto si potrà anche cambiare la denominazione sociale, creando una nuova realtà con le società cittadine che avranno deciso di aderire al progetto. Ai creditori
del vecchio club non si toglie niente, anzi la ripartenza potrebbe diventare l'occasione per avvicinare dei soggetti disposti a investire nel futuro e a chiudere onorevolmente la partita precedente».

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