Quotidiani locali

Ipercoop aperta per 28 domeniche

I retroscena dello sciopero che ha bloccato l'ipermercato di Porta a Terra

 LIVORNO. Ci aspetta una scorpacciata di domeniche di shopping. L'Ipercoop vuole restare aperto 28 giornate festive tra domeniche e non: quattro in più dell'anno scorso (erano state 24) e dieci in più del 2009, quando le aperture domenicali erano state 18. Ma il calendario approvato dall'amministrazione comunale - con ordinanza del 24 dicembre scorso - consente su tutto il territorio comunale ai negozi di lavorare per ben 40 fra domeniche e feste. Non consente di lavorare il 24 aprile, Pasqua, e l'Ipercoop non ha fatto nessuna richiesta di tal senso come invece si poteva capire dall'articolo di ieri. Ma resta al fondo un dato di fatto: la domenica con la saracinesca abbassata sta diventando un'eccezione.  Quello del lavoro domenicale è stata una delle molle che ha fatto scattare la protesta dei 400 lavoratori dell'Ipercoop, che sabato hanno scioperato costringendo l'azienda a chiudere l'ipermercato. La direzione dell'Ipercoop ha proposto un pacchetto di 28 domeniche e feste lavorative: alcune già fatte (3 a gennaio, 1 a febbraio) altre da fare: 1 a marzo, 3 ad aprile, 2 a maggio, a giugno, a luglio, ad agosto e a settembre, 3 a ottobre, 3 a novembre, 4 a dicembre). Ha chiesto anche un aumento della produttività, che si misura nel rapporto tra vendite e ore lavorate: un incremento del 7%, da 203 a 222 euro l'ora, innalzando gli obiettivi di vendita (da 86,5 a 88 milioni di euro). Secondo i calcoli fatti dai sindacati, la maggiore produttività si dovrà tradurre, nel corso del 2011, in 30mila ore di lavoro in meno. Tornano in ballo - quelli che dovevano essere automatismi, come l'estensione dell'orario ai part-time da 20 a 24 ore introdotta l'anno scorso.  «Nessuno dei precari rischia il posto di lavoro, semmai rischia che il suo contratto non venga trasformato a tempo indeterminato come previsto e a questo ci opporremo» precisa Francesca Muzzi delegata Fiom Cgil. «Il punto è che ci vengono chiesti sacrifici, non solo quello di lavorare più domeniche togliendo spazio alla nostra vita privata ma anche quello di aumentare il ritmo di lavoro. Mentre i part time vengono sempre più spostati verso il fine settimana, impedendo loro di integrare lo stipendio con qualche altro impiego occasionale nel weekend. A fronte di questo, non si vogliono dare contropartite, nè economiche - perchè rispetto ai nostri colleghi dei supermercati il lavoro domenicale ci viene retribuito con 2,40 euro all'ora in meno - nè occupazionali. Per questo lo sciopero è stato così compatto» dice Diego Perez del sindacato Usb.  Oggi all'ipermercato di Porta a Terra si torna al lavoro, ma difficilmente l'azienda convocherà i rappresentanti sindacali.  Le ferita è troppo recente: rimanendo chiuso sabato, si ipotizza che l'ipermercato abbia perso almeno 300mila euro di incasso.

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