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Era orgoglioso di aver contribuito con le sue reti al palmares della sua squadra

Il gol più bello? Una sforbiciata acrobatica

 LIVORNO. Franco Mondello era un "ragazzo di Calabria" che prepara la valigia e arriva al nord, per realizzare i suoi sogni.  Mondello, classe 1953, di Cetraro, provincia di Cosenza non era partito da solo, ma scortato da un solerte genitore che addirittura aveva saputo munirsi della raccomandazione del grande Nils Liedholm.  Il provino lo fece, e lo superò, per il Brescia, serie B, dove nel '71-'72 allenava Andrea Bassi, uno che coi giovani già alla Fiorentina aveva fatto benissimo. Mondello aveva 17 anni e mezzo, mise il piede nella prima squadra soltanto in cinque-sei partite, quando a fine stagione seppe che il mister lasciava il Brescia e andava al Livorno. Fu la sua fortuna.  Perché Bassi lo portò a Livorno con sé. Prima giocò nella "Primavera" con Bonsanti, poi le prime convocazioni, fatto sta che alla 6ª giornata debuttò contro il Pisa nell'1-0 deciso da Monti. Una escalation di successi. Mondello cominciò a segnare.  E non smise più, soprattutto nei derby, quando si caricava. Molti ricordano quello che Mondello considerava il suo gol più bello, quello contro la Lucchese, nella stagione'77-'78 in sforbiciata acrobatica. E anche quello per il 2-2 al Pisa del'73-'74, quando il Livorno perdeva 2-0. Entrò al 50' in sostituzione di Martelli e già al 62' riaprì la partita, scartando un po' tutti e a porta vuota servendo l'assist a Bercellino.  Mondello non si considerava un vero bomber. Per lui i grandi attaccanti del "suo" Livorno erano un immenso Romoletto Graziani, due volte di seguito a quota 18 e una terza a 11, uno in più di Riccardo Martelli, l'impareggiabile Miguel Vitulano che una volta concluse a quota 12 e quindi Scarpa con 11 e Ulivieri con 10. Ma alla fine andava orgoglioso della sua storia al Livorno, una storia fatta di reti che hanno arricchito il palmares amaranto. Dopo la doppietta al Rimini e i gol a Samb e Spal nel primo anno con l'allenatore Bassi, segnò anche in tutti e 7 gli altri di presenza nel Livorno (ndr:'73-'74, all. G.B. Fabbri e Uzzecchini, con l'Empoli, 2-0 e il Pisa 2-2;'74-'75, all. Lojacono, Mauro Lessi e Puccinelli, con la Massese, 1-1, a Grosseto, 3-2 e con la Torres, 1-1;'75-'76, all. Bassi, a Lucca, 1-1, con la Pistoiese, 2-0 e lo Spezia, 2-1;'76-'77, all. Mazzetti e Ugo Conti, col Grosseto, 1-0;'77-'78, all. Meucci, con l'Arezzo, 1-1 e la Lucchese, 1-0;'78-'79, all. Burgnich, a Lucca, 1-1, a Catania, 1-1 e con la Salernitana, 2-3;'80-'81, all. Corelli e Ugo Conti, quelli con la Paganese, a Francavilla e con la
Nocerina per la già raccontata salvezza). Mondello conclude la sua militanza nel Livorno, ma poi, dopo altre esperienze in altre squadre, tornò in città. Che diventa la sua città, dove ha lavorato e vissuto con la sua famiglia. Una città di cui andava orgoglioso, perché gli aveva insegnato tanto.

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