di Juna Goti
Il bozzetto della statua della Madonna dei Popoli
LIVORNO. Quando arrivò a Livorno - erano i primi giorni di dicembre di tre anni fa - un cronista gli fece notare di essersi imbattuto in una delle città «più mangiapreti d'Italia». Lui sfoderò subito la battuta: «Può darsi, ma volete tanto bene alla Madonna...». Livorno, come ripete da sempre monsignor Simone Giusti, è città mariana per eccellenza: a ricordarlo c'è il santuario che vigila su case e strade dall'alto della collina di Montenero.
Ma forse nessuno, allora, avrebbe immaginato di vedere piazzare una mega statua della Vergine proprio all'imboccatura del porto, davanti all'approdo-striscia della Vegliaia. I bozzetti inediti saranno esposti per la prima volta stamani nel salone Benedetto Fagioli del Vescovado, vicino alla chiesa di Sant'Andrea: mostrano la figura di una donna, la Madonna, che tiene in braccio il suo bambino, mentre con gli occhi guarda lontano, verso il mare.
Ha una mano aperta, come ad accogliere, proteggere e benedire chi entra in città dall'orizzonte. I disegni - firmati dall'artista pisano Paolo Grigò, che ha già realizzato una serie di sculture per la chiesa di Fornacette (disegnata dal vescovo architetto livornese) - sono un'anteprima della gigantesca statua che nei prossimi mesi sarà sistemata all'ingresso del porto, tra la torretta dell'Avvisatore Marittimo e i cantieri Azimut - Benetti, sulla punta della banchina che guarda alla Vegliaia: sarà alta più di cinque metri e avrà un basamento altrettanto imponente, scolpito con i volti di tutti gli uomini del mondo. Tante facce, a rappresentare le diverse razze e culture: da qui il nome di "Madonna dei popoli". Quasi un promemoria per quella Livorno nata, come ripetono i libri di storia, da un miscuglio di razze.
«La statua - racconta monsignor Simone Giusti - vuole rappresentare una protezione speciale per chi entra in città attraverso il porto e per tutti gli operatori del mare che spesso rischiano la vita per svolgere il proprio lavoro: sono stati gli stessi Piloti dello scalo livornese a chiedere alla diocesi di realizzarla e in accordo con tutte le istituzioni ci siamo subito attivati».
L'opera, in realtà, era stata pensata per abbracciare il mare e precedere la città dalla striscia di terra della Vegliaia: ma le sue misure sono tanto imponenti che per sostenerne il peso sarebbe stata necessaria un'eccessiva gettata di cemento in mare aperto. Così la Madonna resterà sulla terra ferma, ma sempre a due passi dalle onde. Chissà che effetto farà ai livornesi. Nella memoria della città - quantomeno nella tradizione - è ancora fresco il passaparola del quadro della Signora che fece ritirare le acque arrivate fino a piazza Grande. Certo, di questi tempi, il mare sembra proprio l'ultimo dei problemi. Arrivasse un aiutino per casa e lavoro...
23 dicembre 2010