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Fiume-Pejani andata e ritorno

“Sono contenta che tutti i giorni vieni ai Pejani a trovarmi! Vengo qui perchè ci sei te. I miei hanno la cabina ai Bagni Fiume. Era contenta quando lo vedeva arrivare in punta, ai Pejani, dal ponte verde, tutto abbronzato col fisico asciutto e gli addominali scolpiti che la facevano impazzire. Lei aveva la Settimana enigmistica, ne comprava sempre due copie, e quando lui arrivava facevano a gara a chi faceva prima il Bartezzaghi e le cornici concentriche. Vinceva quasi sempre lei. Aveva un intuito, era lucida, velocissima, non la batteva mai. Al Quesito della Susi sì, lei di matematica non capiva niente. Il loro primo bacio nell’acqua, vicino alla scaletta dove lei aveva imparato a nuotare una decina di anni prima, senza i braccioli. “Domani torni? Ci troviamo qui? Le tengo io in cabina le copie della Settimana enigmistica, sennò ti prepari le risposte a casa, lo so come sei tu”. Ti accompagno all’uscita? “No, no, rimani qui, non ti preoccupare. Domani stessa ora? “Sì, ti aspetto all’entrata?” “No, no, arrivo io qui”. “Ma dove ce l’hai i vestiti? Lo stipetto?”. “C’ho il 22, insieme a un mio amico, lascio tutto là”. “Mi dispiace che tutte le volte devi pagare il biglietto”. “Per vederti ne pagherei anche due, di bigliettià”. “Bacio, a domani. Ciao. Ciao.” L’indomani lei era lì sull’asciugamano,
era quasi l’ora dell’appuntamento”. Vide un tipo che nuotava verso i Pejani dai Fiume. Un’aria familiare, così tanto da pensare a quell’aria giorno e notte. Era lui. Lei si tuffa felice e gli va incontro. Lo ferma, lo bacia. “Perchè non me lo hai detto che venivi ogni giorno a nuoto?”

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