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Persi 4mila posti di lavoro

Statistiche choc: i servizi peggio dell'industria

LIVORNO. Quasi quattromila unità di lavoro in meno in due anni, con centinaia di cassintegrati che diventerano a breve disoccupati, e con un costo economico che, mediamente, si aggirerà sui 5mila euro a testa. E, nonostante le stime parlino di una leggera ripresa già per quest'anno, la situazione non è destinata a raddrizzarsi né in tempi brevi né in modi semplici: per arrivare ai livelli del 2007 si dovrà attendere almeno il 2015, e soprattutto si dovrà incrementare l'attività manifatturiera e l'esportazione dei suoi prodotti.

Ecco il quadro che emerge dalle statistiche economiche del Sel (settore economico locale) che comprende le aree di Livorno e Collesalvetti, illustrate ieri in Comune dal dirigente Irpet Stefano Casini Benvenuti e dall'assessore allo sviluppo economico Darya Majidi. Casini Benvenuti ha messo in evidenza come la crisi del 2009 sia stata pesantissima anche nel nostro territorio, che è andato anche peggio della media regionale, dopo aver retto meglio l'anno precedente. Così abbiamo avuto una caduta del Pil del 5,2% contro il 5% regionale, le esportazioni in calo dell'8% contro il 7,7%, e una caduta degli investimenti del 14,4% contro il 13,6%. da segnalare che invece le spese della pubblica amministrazione hanno fatto segnare un più 1,5% (0,6% il dato regionale), e la spesa delle famiglie è scesa dell'1 per cento al posto del 2,1% del resto della Toscana. In questo quadro di difficoltà - emerge dai dati Irpet - i problemi maggiori nel comparto industriale, che vede il valore aggiunto calare del 15,9% lo scorso anno, nelle costruzioni, in calo dell'8,8% nello stesso periodo, e dai servizi alle imprese, scesi del 6,3% edel commercio, a meno 4,5%. «Una situazione pesante per il comparto manifatturiero - ha spiegato Casini Benvenuti - che si è trasformata nella perdità di quasi 4mila unità di lavoro, 2.335 nel 2009, 1.443 previste per quest'anno». E questa crisi avrà anche un costo, che tra 2009 e 2010 l'Irpet stima in circa 5mila euro in meno a testa. Come fare in modo che la ripresa si irrobustisca in una situazione nella quale, come ha sottolineato l'assessore Majidi, «le regole del gioco sono cambiate»?

La risposta, secondo l'Irpet è nella ripresa delle esportazioni, di beni di qualità e ad altro valore aggiunto, verso i mercati emergenti dell'Asia, visto che non ci si può attendere una ripresa stimolata dalla domanda interna. A questo proposito l'assessore allo sviluppo economico ha posto l'accento sulla necessità di una crescita della competitività di sistema, e non solo delle singola aziende. Questo per potersi affacciare su mercati dove è richiesta grande tecnologia. Per questo l'amministrazione tiene stretti contatti con le organizzazioni di categoria delle aziende per mettere a disposizioni quelle semplificazioni procedurali e quegli aiuti che possano contribuire alla crescita e alla nascita delle aziende. I settori dove punta re? L'assessore Majidi indica
l'economia del mare, dal sistema portuale alle costruzioni nautiche al turismo, l'industria verde e dell'energia, la componentistica e meccanica di precisione, l'Hi Tec e l'informatica. «E noi - ha concluso Majdi - stiamo cercando di richiamare aziende di questi settori sul nostro territorio».

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