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La nostra stazione domani compie cent'anni

Quella di San Marco è ancora più vecchia, ma versa nel degrado totale

 Domani, 3 luglio, ricorrerà il centesimo anniversario dell'inaugurazione della stazione centrale e della linea ferroviaria Livorno-Vada. Eppure, già nel 1844, era attiva a Livorno una delle prime stazioni ferroviarie d'Italia: quella di San Marco. Costruita grazie alla sinergia tra imprenditori toscani (e livornesi in particolare), lo scalo di San Marco fu ampliato alcuni decenni dopo l'Unità d'Italia, quando venne caratterizzato da quella grande volta in metallo, scomparsa prima della seconda guerra mondiale, a copertura dei convogli in arrivo e partenza. Dopo anni di degrado e sostanziale abbandono, ad oggi il futuro della stazione è incerto e l'intera area rischia, verosimilmente, di rappresentare l'occasione per l'ennesima speculazione edilizia, con la cancellazione degli ultimi binari qui esistenti.  Ma perché, per una volta, non puntare ad un progetto di ampio respiro, che non snaturi l'originaria destinazione d'uso della struttura, cercando di coinvolgere istituzioni europee, Ferrovie dello Stato, imprenditori e amministrazione locale? Infatti, la stazione e l'annesso fascio di binari potrebbero essere trasformati in un museo ferroviario (tipologia assai poco diffusa nel nostro Paese), con l'esposizione di rotabili storici e la realizzazione di locali destinati ad associazioni di carattere ferroviario e modellistico. Non un ambiente statico, ma dinamico, che potrebbe rappresentare, per turisti e croceristi in transito, il punto di partenza per le rinomate mete del turismo in Toscana attraverso convogli storici (realtà in costante
crescita anche in Italia).  Certamente sarebbe una sfida importante, ma contribuirebbe al rilancio e al reale recupero di un'area che non ha bisogno di nuove case, bensì di un punto d'aggregazione per il quartiere circostante capace di risultare motivo d' orgoglio per l'intera cittadinanza.

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