LIVORNO. La Procura della Repubblica di Livorno ha aperto un fascicolo sull'incidente sul lavoro
avvenuto questa mattina al cantiere navale Azimut Benetti, dove è morto un operaio albanese di 38 anni. Il cantiere è stato sequestrato.
Secondo una prima ricostruzione, poco dopo le nove l'uomo sarebbe scivolato nella striscia d'acqua che separa il cosiddetto "bacino galleggiante" del cantiere dalla banchina. La vittima si chiamava Dasonor Qalliaj. Non sapeva nuotare, indossava un abbigliamento pesante (tuta da lavoro e scarpe antinfortunistiche) e con sé aveva alcuni utensili. Qalliaj lavorava per la ditta "Amico" di Sestri Levante che aveva l'appalto all'interno del cantiere livornese per lavori di sabbiatura sulle imbarcazioni.
Inutile il gesto eroico di un dipendente della Benetti, un livornese di 49 anni, che si è gettato in mare nel tentativo di salvare l'operaio albanese. Alla scena ha assistito anche il fratello della vittima, impiegato anch'egli nella ditta "Amico", ora sotto choc così come altri colleghi di Qalliaj. Il cadavere dell'uomo, sposato e con due figli, è stato ripescato circa un'ora dopo l'incidente dal nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco.
Appena si è diffusa la notizia dell' incidente, sono arrivati al cantiere il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e il presidente dell'Autorità portuale Roberto Piccini, oltre all'amministratore delegato di Azimut Benetti Vincenzo Poerio.
LE REAZIONI. Si è aperta con un minuto di silenzio la seduta odierna del Consiglio regionale della Toscana. Il momento di raccoglimento è stato sollecitato dal presidente dell'Assemblea
Alberto Monaci che ha sottolineato come "la lunga catena di morti sul lavoro sembra non dover arrestarsi mai". Esprime costernazione il presidente della Regione,
Enrico Rossi: "Si allunga l'elenco delle vite spezzate mentre si lavora, è un elenco a cui vorremmo porre fine e che ci impegna senza scorciatoie a rafforzare e radicare le regole per la sicurezza su tutti i posti di lavoro". Il vicepresidente del Senato
Vannino Chiti, sottolinea che "non possiamo consentire che il lavoro, fondamento della nostra Repubblica, sia svolto senza la piena e completa sicurezza".
Per la segretaria regionale della Cgil
Daniela Cappelli "è sempre più difficile trovare parole per esprimere il dolore e la rabbia di fronte all'ennesimo incidente mortale sul lavoro".
Vittorio Bugli, capogruppo del Pd in Consiglio regionale: "La terribile morte sul lavoro di Dasonor Qalliaj ci lascia ancora una volta sgomenti e richiama tutti noi a svolgere meglio e fino in fondo un ruolo di vigilanza e di impulso nei confronti di coloro che devono applicare e far rispettare al meglio le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro". "Trovare la morte sul lavoro provoca sempre in chi apprende la notizia un sentimento di rabbia per la circostanza in cui si verifica, che aumenta quando c'è la coscienza che questi episodi si possono evitare attraverso le norme sulla sicurezza" afferma in una nota il segretario regionale del Pd
Andrea Manciulli insieme al responsabile lavoro dell'esecutivo
Ivan Ferrucci.
Il sindaco di Livorno
Alessandro Cosimi diche che morire sul lavoro "è sempre una morte ingiusta e lo è ancora di più quando a morire è un padre che deve portare a casa il pane per i figli". Il presidente della Provincia di Livorno,
Giorgio Kutufà: "La Provincia rinnova l'impegno ad aumentare le risorse destinate alla prevenzione degli incidenti per scongiurare il verificarsi di simili sciagure".
Marta Gazzarri, capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale: "La tragedia avvenuta stamani a Livorno fa emergere ancora una volta e con forza, questo grave problema. Non possiamo più permetterci di rimandare una seria revisione delle norme di sicurezza sul luogo del lavoro". Cordoglio per i familiari della vittima arrivano anche dai consiglieri regionali della
Federazione della Sinistra-Verdi. Anche la
Lega Nord è intervenuta a seguito dell'incidente affermando che "l'impegno da parte della Lega Nord nella commissione speciale del Lavoro".
L'AZIENDA: "NOI ESTRANEI". "Con riferimento al tragico incidente accaduto questa mattina a Livorno, rinnovando il profondo cordoglio alla famiglia di Dashnor Qalliaj, il Gruppo Azimut-Benetti spa desidera chiarire la propria posizione di totale estraneità ai fatti". Lo riporta una nota della stessa società in relazione all'incidente sul lavoro per cui stamani un operaio è morto cadendo in mare. "Le attività di manutenzione sulla motonave Rina Amoretti - si spiega nel comunicato - erano state affidate dalla società armatrice a Gestione Bacini spa, che a sua volta in qualità di capo-commessa aveva appaltato ad aziende terze". "I lavori erano in corso di svolgimento presso il Bacino Galleggiante Mediterraneo e sulla Banchina 78, temporaneamente dati in uso da Azimut-Benetti Spa a Gestione Bacini Spa, come previsto dalle regole di uso e gestione del Bacino Galleggiante stabilite dall'Autorità Portuale". Regole, continua la nota, che "sanciscono la possibilità di utilizzo dello stesso anche da parte di soggetti terzi. Ogni aspetto inerente la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori in queste occasioni è di totale responsabilità dell'impresa capo commessa; Azimut-Benetti Spa non aveva alcun ruolo nelle attività in corso".
15 giugno 2010