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Maria Luigia Borsi

A Londra canterò Mascagni e Puccini

Vive in una casa tra i girasoli Maria Luigia Borsi, soprano

livornese, che porta l'opera italiana da Salisburgo (diretta da Muti) a Tokyo: posizione strategica, vicina all'aeroporto di Pisa, perché si sa, oggi la carriera operistica prevede frequenti spostamenti. E capita spesso che ci sia la voglia di tornare al più presto dai propri cari
PISA. Vive in una casa tra i girasoli Maria Luigia Borsi, soprano livornese, che porta l'opera italiana da Salisburgo (dove è stata diretta da Muti) a Tokyo: posizione strategica, vicina all'aeroporto di Pisa, perché si sa, oggi la carriera operistica prevede frequenti spostamenti.
E capita spesso che ci sia la voglia di tornare al più presto dai propri cari, che nel caso della Borsi sono il marito Brad Repp, violinista di successo mondiale (per capodanno è volato a Dubai per esibirsi in un garnde concerto) e la piccola Ambra.

Carriera internazionale dunque per la Borsi che si esibita nei teatri più famosi, ma ancora le mancava una mèta, una delle capitali della lirica mondiale: Londra.

Qui debutterà il 17 gennaio in quella che è stata definita dal mensile Amadeus la "punta di eccellenza" per la musica lirica, nel cuore del West End: Wigmore Hall, una "sfarzosa ed intima bomboniera" che ha più di cento anni essendo stata inaugurata nel 1901. E' in questo teatro che ha dato il suo addio alle esibizioni dal vivo Arthur Rubinstein.

Ed è qui che Maria Luigia Borsi ha deciso di debuttare con un programma tutto toscano: il concerto si intitola infatti "Songs of Tuscany's Maestri".

«Quando, come in questo caso, la scelta dipende da me - dice - ho principalmente due pensieri: le esigenze del pubblico e dei brani che mi rappresentino. Vorrei raccontarmi attraverso la voce, attraverso la musica. Essendo cresciuta in Toscana, avendo studiato a Livorno come non pensare a Mascagni, a Catalani e a Puccini?»

Dichiara ancora di amare molto la musica da camera perché le dà un contatto più intimo col pubblico, ma è una cantante d'opera e dunque le sue scelte (il suo ritratto) sono "Sole e amore" da Boheme, e "Sogno d'or" dalla "Rondine", bellissima ninna nanna che chissà quante volte ha cantato alla sua bimba, e poi "Ebben ne andrò lontana" dalla Wally di Catalani, e l'Ave Maria da "Cavalleria rusticana" di Mascagni.

Le prime note, la cantante labronica, le ha cantate in un coro di voci bianche, la corale Domenico Savio di Livorno guidata da Don Lelio Bausani, che «ha insegnato a tanti bambini l'amicizia e il rispetto attraverso l'amore per la musica». Proprio per questo, oltre all'Ave Maria di Mascagni, ha voluto inserire nel programma anche l'Ave Maria di Catalani e il Salve Regina di Puccini.

«Da quando sono diventata mamma, rivela, amo molto le ninna-nanne e per questo interpreterò oltre a "Sogn d'or" anche "E l'uccellino", sempre di Puccini: sono due piccoli gioielli, e soprattutto la prima mi commuove moltissimo
e mi fa sperare in un mondo migliore».

Ancora Puccini per l'unico brano solo strumentale che verrà proposto nel concerto di Londra.
A eseguire il suggestivo "Foglio d'album" sarà il pianista americano John Novacek che accompagnerà la cantante per tutto il concerto londinese.

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