ADDIO ALL'UOMO TV

Grazie a Telemike
ho potuto sposarmi e comprare la casa

Come regalo di nozze Mike Bongiorno non avrebbe potuto scegliere meglio. Poche parole: "Dimmi cosa fai nella vita?" E Mario Menicagli, musicista e compositore rivelò candidamente che per vivere impartiva lezioni di violino

    di Elisa Sironi LIVORNO. Come regalo di nozze Mike Bongiorno non avrebbe potuto scegliere meglio. Poche parole: "Dimmi cosa fai nella vita?" E Mario Menicagli, musicista e compositore rivelò candidamente che per vivere impartiva lezioni di violino. «Allora smetti subito, studia e vedrai che ti compri una bella casa». E il sogno si realizzò. Con i 493 milioni di vecchie lire che nel 1989 Menicagli si conquistò sul campo di TeleMike, il matrimonio rimandato "sine die" a causa del portafoglio sempre asciutto di un musicista in erba, diventò d'un colpo realtà.
    Come buona parte d'Italia dagli anni '50 in poi anche Menicagli era cresciuto a pane e Mike Bongiorno, rimanendo incollato alla televisione ogniqualvolta che dallo schermo "SuperMike" bussava nelle case portando insieme all'"Allegria", l'immagine dell'uomo comune con la simpatia dei propri limiti.

    Erano i tempi di Caccia al numero, Ieri e oggi, Scommettiamo, Rischiatutto, Flash, TeleMike. Cervelloni si sfidavano a colpi di quiz, ognuno con il suo tic, la sua mania, la sua porzione di stravaganza. Ma per quanto appassionasse il pubblico qualcosa a un certo punto non convinse più il vecchio Mike. Serviva un uomo nuovo, un "mortale" e l'impressione che chiunque potesse arrivare a prendere il suo posto. Menicagli, che per tutti i suoi 26 anni aveva sognato di partecipare ai suoi quiz facendone fu l'uomo giusto al momento giusto.
    Tutto iniziò con un provino sulla vita Baglioni. «Ma non avrei mai immaginato di ricevere il giorno dopo la chiamata del Signor No, Ludovico Peregrini», ricorda. «Mi avvertiva che Mike Bongiorno voleva incontrarmi. E lì avvenne il colloquio che cambiò la mia vita. Era il febbraio del 1989. Mollai tutto e mi misi a studiare».

    Musica fu naturalmente la materia a piacere, con un programma che imponeva di conoscere a memoria 350 canzoni di musica leggera, 14 di lirica e la biografia di una decina di artisti italiani. Passata la prima fase, il gioco successivo era uno scontro a tre concorrenti sui temi di attualità ricavati da La Repubblica, Corriere della Sera e Radio Corriere Tv. Poi il "domandone" finale per la conferma del montepremi. Per sei sere consecutive Menicagli fu il re del quiz, incassando, soltanto con la prima puntata 164 milioni di lire e battendo il record mondiale delle vincite a mezzo di quiz televisivi.

    Allegro e cordiale sul palco, temuto e autoritario a riflettori spenti, nel ricordo di Menicagli Mike Bongiorno era uno che sapeva miscelare sapientemente il dolce e l'amaro con cui lubrificava gli ingranaggi dei suoi spettacoli. «Tutti lo temevano, dicevano che era terribile e che non lasciava possibilità di replica ai suoi ordini. Ma io gli stavo simpatico, si divertiva a dire che mi aveva trovato mentre suonavo il violino a un matrimonio. E sottolineava sempre che ero il "Campione normale", non un mostro di cultura, ma un uomo come tutti. La mia partecipazione fu uno spartiacque per le trasmissioni di Mike. Da allora concorrenti e vincitori furono sempre "uomini qualunque". Quando oggi ho saputo che era morto ho pensato che insieme a lui si è spenta anche la televisione italiana».
    Ironia della sorte, la moglie di Menicagli, a sua insaputa, nei giorni scorsi aveva tentato di far partecipar di nuovo il marito al nuovo programma di Mike su Sky, specificando bene chi fosse. Proprio ieri l'altro mattina era arrivata la risposta. Un altro sì. Stavolta però fuori tempo massimo.
    09 settembre 2009

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