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LIVORNO

Fiamme sul traghetto per Capraia

Fiamme sul traghetto, panico a bordo. E il pensiero delle tragedie del mare si fa spazio rapidamente nella mente dei passeggeri. Per fortuna il rogo è piccolo e l'equipaggio riesce ad estinguerlo in pochi minuti

LIVORNO. Fiamme sul traghetto, panico a bordo. E il pensiero delle tragedie del mare si fa spazio rapidamente nella mente dei passeggeri. Per fortuna il rogo è piccolo e l'equipaggio riesce ad estinguerlo in pochi minuti. A cinque miglia dal porto, il "Liburna" della Toremar diretto alla Capraia è costretto a tornare indietro. Sono le 9.15, la nave è salpata alle 8.40, con 10 minuti di ritardo. A un tratto l'annuncio: "Chiudere immediatamente tutte le porte stagne". C'è un incendio.

A bordo sono presenti 58 persone, la maggior parte turisti e qualche residente. Poi ci sono 18 membri dell'equipaggio, capitanati dal comandante Nilo Girletto. In più nel garage, 8 camion e sei auto. Il Luburna procede verso il largo, è già arrivato alla Meloria quando, nella sala macchina entra un operaio del personale di bordo per il consueto giro di ricognizione. Il tecnico sta controllando che sia tutto a posto quando, a un tratto, sente odore bruciato e vede del fumo uscire da un tubo del motore di destra. Immediatamente chiama il direttore di macchina, che si trova nell'adiacente sala controllo. Questi, insieme ad altro personale, provvede subito ad estinguere il rogo con tre estintori di anidride carbonica e uno di schiuma. «Ero nella mia postazione di controllo quando l'operaio addetto alle verifiche nella sala macchine mi ha chiamato allarmato - racconta il direttore delle macchine - Io mi sono precipitato e, per prima cosa, abbiamo spento il focolaio con i nostri mezzi».

Una volta scattato l'allarme, il comandante coordina le operazioni di soccorso. Viene allertata la Capitaneria di porto che invia immediatamente una motovedetta di supporto. La sala operativa della Guardia costiera, guidata dal comandante Stefano Porciani, manda sul posto anche un mezzo dei vigili del fuoco, la motovedetta della squadra navale della polizia e tre rimorchiatori navali Neri per precauzione, nel caso in cui il traghetto non riesca a tornare indietro autonomamente. Il Liburnia invece riesce a raggiungere il porto Mediceo da solo, con entrambi i motori.

«Abbiamo effettuato a bordo una prima riparazione del tubo in modo da poter rientrare in sicurezza in porto», dice il comandante. Infatti, dopo una mega virata a sinistra, il Liburna riprende la via di casa, tra lo stupore dei passeggeri, preoccupati per l'improvviso cambio di rotta. Ad avvertirli del problema, è lo stesso comandante: «Ho spiegato io stesso a voce la situazione una volta risolta, per non creare panico». Grande invece lo spavento per i passeggeri.

Ma come ha fatto a scatenarsi il piccolo incendio? Lo spiega lo stesso comandante Girletto: «Un tubo di gasolio del motore di destra ha ceduto e il carburante è schizzato sulle parti calde del motore. Si tratta di elementi coibentati, ma la temperatura è comunque molto
elevata». Si parla di 200-300 gradi. Il traghetto alle 10.10 è arrivato in porto, dove è rimasto fino a sera. Dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco, ci sono state le verifiche dei tecnici del Registro di navigazione e la sostituzione delle parti bruciate. Il traghetto è ripartito alle 17.28.

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