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Muore a 16 anni in moto contro un’auto

Era portiere negli Allievi del Picchi E' sbandato finendo sotto una Peugeot

LIVORNO. La corsa del piccolo bolide nero si è fermata contro un’auto. Così come la vita di Mattia Pelagatti, un ragazzo di sedici anni morto in un incidente ieri pomeriggio poco dopo le 19. Era sul Romito e stava tornando verso casa quando ha probabilmente perso il controllo della sua moto, una Aprilia 50, invedendo l’altra corsia e andando a sbattere violentemente contro un’auto che proveniva in senso opposto. Per lui non c’è stato niente da fare. È morto sul colpo Mattia, il giovane portiere degli Allievi del Picchi che sognava l’esordio tra i professionisti. Frequentava il secondo anno del liceo Enriques e stava assaporando gli ultimi giorni di scuola prima delle meritate vacanze estive. Il traguardo era alle porte e l’amore per il pallone l’aveva portato anche ieri pomeriggio a fare una gabbionata sui campi di Banditella a pochi metri dalla sua casa di via Sarti. Lui, con gli amici di sempre, aveva finito di giocare a metà pomeriggio, ma ancora non aveva voglia di tornare a casa. Il tempo era migliorato, l’ideale per assecondare l’altra sua grande passione: quella dei motori. Aveva una moto 50, una di quelle che dietro l’aspetto aggressivo e sportivo nascondono un motore più che tranquillo.

Niente folli corse, insomma. Solo un po’ di voglia di sentire l’asfalto sotto le ruote. Mattia era praticamente arrivato. Mancava solo l’ultima curva, quella tra il Boccale e il Maroccone, ma proprio dietro all’ultimo ostacolo ha trovato l’imprevisto, una piccola fila di auto che probabilmente l’hanno indotto a frenare bruscamente. La strada era asciutta, ma la moto ha perso aderenza col terreno, forse anche per alcune buche sull’asfalto, scivolando per diversi metri e andandosi a incastrare sotto il paraurti di una Kia Karnival di una famiglia cecinese che stava tornando verso casa. Il corpo di Mattia, invece, non ha trovato vie di fuga e si è subito infilato sotto un’altra auto, una vecchia Peugeot guidata da un senegalese diretto verso Quercianella. «Ho visto soltanto la moto volare via - racconta l’uomo alla guida - e nello stesso istante un rumore sordo sotto l’auto. Non ho potuto fare niente per evitarlo». L’incidente sembra, infatti, una tragica fatalità, uno di quei drammatici appuntamenti con il destino ai quali nessuno può sottrarsi. A intervenire sul posto è stata l’ambulanza della Misericordia di Antignano, mentre il corpo è stato portato via da un mezzo della Svs. I genitori sono arrivati circa un’ora dopo.

È stato il padre Riccardo a dover compiere il triste rito del riconoscimento. Poco più tardi sono sopraggiunti anche gli zii e i nonni. È stato ancora una volta il padre a provare a fare forza agli altri ripetendo: «Non voglio veder nessuno piangere». Nel momento del dolore, comunque, i genitori hanno trovato lo spirito per compiere il gesto dell’estremo altruismo dando la possibilità di espiantare gli organi. Il corpo del giovane era, però, a disposizione del magistrato che solo in tarda serata avrebbe dato il via libera.