I "padellini"? Facciamone un falò

A Stagno tutti in piazza per bruciare gli elmetti non omologati

    «I "padellini"? Facciamone un falò». Tutto nasce durante quelle interminabili giornate trascorse davanti alla camera mortuaria, vegliando e aspettando Martina. I suoi amici sempre lì, con il motorino parcheggiato fuori e il casco in mano.

    Già, il casco, quello che se “sbagliato” o male indossato non salva la vita, quello che proprio a Martina non ha salvato la vita, quello che si chiama “padellino” è non è quello giusto perché è troppo corto e non è fatto per andare in motorino. I suoi amici. E il babbo di Martina.

    Che cerca di imbrigliare quel dolore troppo grande e troppo nero parlando con loro, i ragazzi, quelli che con Martina hanno scherzato, parlato, sognato. «Fammi vedere con che casco vai in giro... Anche tu il casco slacciato. E poi quel “padellino”. Basta con questi padellini, sono pericolosi, dovete bruciarli tutti» incita il babbo di Martina, che nonostante la tragedia che lo ha colpito trova ancora la forza di pensare agli altri, ai coetanei di Martina, ai ragazzi che tante volte ha visto in piazza e in paese. Ad accogliere i suoi sfoghi e i suoi consigli ci sono un po’ tutti, ci sono Giulia e Kekko, Denise e Ceci. Si ascolta, si riflette e si decide. «Quel falò lo faremo davvero».

    All’inizio sembra una promessa impossibile, poi piano piano l’idea prende forma, si organizza. Il falò, soprattutto simbolico, si farà domani sera, a una settimana esatta dalla morte di Martina, nella piazza dove i ragazzi di Stagno sono solito ritrovarsi, la piazzetta rossa che in realtà si chiama piazza Donatori di Sangue. Via tutti i famigerati padellini, accatastati e appunto bruciati. L'assessore al traffico e all’urbanistica di Collesalvetti Marco Gambacciani, che tra l’altro abita a Stagno ed ha una figlia di 20 anni che conosceva bene Martina, ha deciso di dare una mano ai tantissimi ragazzi (di Stagno ma non solo) che hanno organizzato il falò al quale assisteranno anche i vigili urbani, la polizia, il sindaco, i vigili del fuoco. E naturalmente i genitori, tutti quei genitori che si son stretti attorno alla famiglia di Martina, che ogni giorno si battono per il casco allacciato, chiedono prudenza e al minimo ritardo dei figli in giro con il motorino vengono sopraffatti dall’ansia.

    Tutti insieme, domani, attorno a quel falò. Che sa di civiltà, di senso di responsabilità, di presa di coscienza. «Effettivamente - dice Gambacciani - non capita spesso che un evento tragico come la morte di un ragazzo sulla strada generi una risposta emotiva così forte e soprattutto tanta voglia di riflettere. Forse ha contribuito il fatto che Stagno è un paese, ci si conosce, si condividono le esperienze. La drammatica fine di Martina ha sconvolto tutti, soprattutto i giovani. E questa grande emozione poi si è propagata anche oltre Stagno, trasformandosi in una grande onda di affetto ma anche di riflessione».
    13 agosto 2007

    Altri contenuti di Cronaca

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione

    Negozi

    ilmiolibro

    Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.

     PUBBLICITÀ