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Salvini ora teme il crollo di Luigi Di Maio e tiene Fi alla larga

Il leghista evita di stravincere: «Non è successo nulla. Il capo dei grillini? È un amico oltre la politica»

 

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Silvio Berlusconi continua a suggerirgli di staccare la spina all’esecutivo, lo alletta con la prospettiva di fare il premier del centrodestra e di un’alleanza, dopo il voto europeo di maggio, tra Ppe, sovranisti e conservatori. Il Cavaliere farebbe da «federatore» grazie ai suoi rapporti con Angela Weber e il candidato dei Popolari alla presidenza della Commissione Ue, Manfred Weber. Salvini però vuole fare da solo, non ha bisogno di farsi accompagnare per mano da Silvio in Italia e all’estero. Va per la sua strada, mantenendo in piedi l’esperienza gialloverde. Ma questa china negativa dei 5 Stelle lo preoccupa.  

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È preoccupato per il contraccolpo che potrebbe avere Luigi Di Maio, «persona seria, un amico al di fuori delle scelte politiche». Con lui immagina di governare per tutta la legislatura, altro che ritorno di fiamma con Forza Italia che Salvini considera «il passato che non può ritornare per il governo nazionale». Il vicepremier leghista sente scricchiolii, rumori sinistri dentro la casa degli alleati, tentazioni di una resa dei conti con il loro capo politico che avrebbe abbandonato i temi cari del M5S delle origini. E allora ripete che «i 5 Stelle non hanno nulla da temere» perché lui il contratto di governo intende onorarlo fino in fondo. «Quello che è successo in Abruzzo - ha detto ieri a Pescara - resta qui. A Di Maio e Conte questo l’ho detto. E quindi nessuno usi questo voto per fare polemiche, perché a Roma c’è tanto da fare. Abbiamo bene in testa la tabella di marcia dei prossimi quattro anni. Non mi monto la testa. Più prendo voti più divento umile».  

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Insomma il mood di Salvini è hic manebimus optime. E fa di tutto per puntellare Di Maio in difficoltà. Il leader del Carroccio spera che il suo «amico» trovi la forza per reagire agli assalti che vengono dall’interno di M5S. Del resto, ragionano nella Lega, il capo dei grillini non ha un’alternativa: deve rimanere aggrappato a Salvini, altrimenti non gli rimarrà nemmeno Salvini a difenderlo.  

Marsilio dopo la vittoria in Abruzzo: “Il Centrodestra è la formula vincente di governo”

La Lega si trova nelle condizioni migliori. Cresce non solo nei sondaggi ma nelle urne, da Nord al Centro al Sud. Le elezioni in Sardegna, in cui il candidato alla presidenza è leghista, saranno la prossima conferma. Rimanere ben piantato al governo con i 5 Stelle consente a Salvini di espandersi a macchia d’olio, senza avere dirette responsabilità nei ministeri economici e di politica industriale. Può invece condizionarle e apparire il politico più responsabile, con un profilo istituzionale. «Sta studiando da premier», dicono in molti, dentro e fuori la Lega. Ma non ha fretta. E magari sa già che più che con Di Maio si troverà a competere con Giuseppe Conte. 

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