Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

I due centravanti in giallo-verde ormai si rubano la palla

Si narra che anche Bossi una ventina d'anni fa spopolò tra i baronetti dell'alta finanza internazionale riuniti a Cernobbio: il successo rende simpatici. A un certo punto s'accorse di calzare scarpe inadeguate a calcare i tappeti di villa d'Este. Chiamò il fido autista Babbini e lo spedì a procurargliene un paio da cerimonia.Non ha avuto di questi problemi Salvini. Ne ha altri ma pare li abbia già risolti con la tattica della marcia indietro: accetta il confronto con i procuratori anche se non sono stati eletti come lui.

Una volta Bossi doveva aspettare i titoli del giorno dopo per dire che ci aveva ripensato. La verità è che si divertiva a versare acqua sporca e ad asciugarla.Al suo erede basta un tweet lanciato da quel ramo del lago di Como dove industriali e banchieri hanno iniziato a guardare laicamente ai vessilliferi dell'antisistema. O si fidano o se ne sono fatti una ragione: le categorie dell'impresa non possono che essere governative. Con Monti o con Di Maio. Proprio a Cernobbio un anno fa leghista e stellato avevano escluso guerre all'Europa. Ora Salvini aderisce al movimento di Steve Bennon, ex consigliere di Trump, nemico giurato della Ue.

Un fatto è innegabile: i due centravanti di sfondamento cominciano a rubarsi la palla, Di Maio rassegnato al sorpasso inflittogli dall'alleato nei sondaggi, Salvini con qualche pensiero che non lo impensierisce. I soldi spariti dalle casse della Lega? S'è fatto vivo l'ex tesoriere Belsito per dire: ho lasciato 40 milioni, chiedete anche a Maroni e a Giorgetti, oltre che al segretario attuale, dove si trova il tesoretto. Non ha parlato una vergine, sia chiaro, ma come fa a non sapere nulla chi ha avuto in mano le chiavi della casa derubata dagli interni? Poi c'è l'accusa di sequestro di persona per i migranti blindati nella nave della Guardia Costiera. Lasciamo da parte gli aspetti giuridici: anche le Procure ne sparano grosse.

Complimenti, si fa per dire, alla perfetta macchina da guerra messa a punto da Salvini nel ramo Balle&Comunicazione. Di nave Diciotti il ministro s'è subito impossessato sul declino d'agosto sapendo che l'immigrazione è un'occasione d'oro, in quest'epoca, per accontentare gli amici cavalcando la crescente ansia popolare di cui è preda l'intera Europa. È anche un modo per nascondere la palese incompetenza in altri campi. Sulla pelle di gente senza volto e anche senza voto, dunque vittime indistinte e innocue, Salvini ha attaccato per farsi attaccare non da un Renzi qualsiasi ma dalla magistratura. Chissà che il siluro alle toghe, il suo sfidarle chiedendo di essere arrestato non gli faccia comodo con Berlusconi in funzione anti 5Stelle. Ormai è chiaro: il giallo e il verde non stanno bene insieme. E si traccia già lo scenario: Salvini capo del centrodestra dopo essersi mangiata Fi, Di Maio, nel sottomarino di Fico, sommozzatore che riporta i superficie il relitto del Pd. -

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI