Quotidiani locali

MOTOGP: L’INTERVISTA 

Nico Cereghini: «Valentino senza vittoria? La colpa è della Yamaha e anche a Misano sarà dura. Le Ducati sono superiori»

L’esperto di motori analizza il momento della MotoGp «A Silverstone si sono pagate le conseguenze del dilettantismo»

Il suo slogan «Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza. Sempre!» è entrato nelle case degli italiani ed è stato uno tra i più apprezzati di tutti i tempi per il suo buon senso. Con Nico Cereghini, giornalista e grandissimo esperto di due ruote, abbiamo fatto il punto della situazione in vista del Gran premio di San Marino e della Riviera di Rimini.

leggi anche:

ASDQ-C_WEB

Formula 1, MotoGp e fischi: quel rispetto da ritrovare nel nome del Sic

Domenica scorsa la brutta accoglienza sul podio a un grande vincitore come Hamiltom, a Misano la scena potrebbe ripetersi con Marquez. E se per lo spagnolo almeno ci sono i fatti del 2015 (comunque non si fa), per Monza stridono le parole della Ferrari sui “piloti camerieri”: una brutta caduta di stile. Ripensando ai rischi che corrono i piloti e per rispetto di Marco Simoncelli sarebbe ora di dire basta con questi riti tribali



Valentino Rossi, l’idolo di casa, non vince da oltre un anno.

«Questa astinenza più che sorprendere mi fa incazzare perché è dovuta solo a inferiorità tecnica, tanto è vero che i vertici Yamaha hanno dovuto chiedere scusa attraverso il capo progetto Kouji Tsuya. Hanno dato ai piloti un motore con un’erogazione troppo brusca, sono indietro sui controlli elettronici. Ci si aspettava le dimissioni di Tsuya, ora vedremo».

A Misano il fuoriclasse di Tavullia potrebbe rompere l’incantesimo?

«Temo che non sia la pista giusta perché i test ci dicono che Ducati dovrebbe avere un bel vantaggio. Ma Vale c’è, in prova e in gara, ed è sempre il migliore in casa Yamaha: più di così non gli si può chiedere».

Che idea si è fatto di quanto capitato a Silverstone?

«Analizzando bene nel dopo Gp a Moto.it con l’ingegner Bernardelle abbiamo capito che il dilettantismo porta a queste conseguenze. La pista era stata rifatta dopo vent’anni e riassaltata. Andava ridata l’omologazione, anche considerando il drenaggio, ma non è stato fatto. I piloti sono andati alla cieca su una pista con dei problemi, come evidenziato a luglio in Formula 1. Le condizioni di pericolo erano elevate, si sono presi paura per l’incidente di Rabat, perché si sono resi conto che la moto non era governabile a 300 all’ora. C’era da farsi male seriamente».

Non si sarebbe potuto correre lunedì?

«È stato inevitabile non farlo. Certe situazioni o le prevedi prima o non puoi chiedere a dei team che stanno in piedi per miracolo a livello economico di annullare voli, prenderne altri, cambiare tutto a livello di spedizioni. Sono costi enormi, soprattutto per scuderie di Moto2 e Moto3: venti o trentamila euro per ogni team. Probabilmente Dorna ha chiesto “Chi ci sta a rinviare a lunedì?”. Quelli gli avranno risposto “Chi paga?”. E al “Voi!” degli spagnoli si è chiusa la questione».

Domenica, a Monza, Hamilton è stato fischiato sul podio. A Misano succederà di nuovo con Marquez?

«Penso che il tifo sia sempre stato sopra le righe, anche nelle moto e in Formula 1: negli anni Sessanta e Settanta se ne sono viste di tutti i colori. Credo che i fischi a chi è sul podio siano una manifestazione più che lecita. Uno applaude e l’altro fischia. Uno può esserti simpatico e un altro antipatico. Non è assolutamente tollerabile invece l’applauso quando uno cade o i fischi ogni volta che uno viene inquadrato sugli schermi disposti sul circuito. Però chi è causa del suo male pianga se stesso».

Si riferisce al campione del mondo immagino.

«Trovo che Marquez si sia comportato così male alla fine del 2015 che sia più che lecito esprimere il dissenso per quanto ha combinato».

Le piace il connubio Aprilia-Iannone a partire dal 2019?

«Sì, la reputo un’avventura interessante perché l’abruzzese è un talento, un po’ ingovernabile, ma è un talento. Non so se i vertici di Noale riusciranno a gestirlo, questa operazione sembra un po’ un’ultima spiaggia per tutti e due perché Aprilia non ha tutte le risorse per stare con gli altri team di vertice. O lo farà con un top rider o non lo farà mai più. La vedo come ultima opzione, speriamo che funzioni».

I giovani italiani stanno ben figurando nelle categorie minori.

«Abbiamo dei talenti che sanno andare veloce e che utilizzano la testa: non è un dettaglio. Ci sono Pecco Bagnaia e Marco Bezzecchi, ma non soltanto loro. Prendiamo per esempio Luca Marini o Nicolò Bulega, che sono certo farà bene nelle Moto2. In Moto3 mi vengono subito in mente Fabio Di Giannantonio e Lorenzo Dalla Porta».

Bagnaia e Bezzecchi possono vincere i rispettivi Mondiali?

«Per Pecco, nelle Moto2, potrebbe essere un po’ più facile, mentre Marco, nella classe minore, ha un osso duro con cui battersi, lo spagnolo Jorge Martin. Ma di sicuro i due ragazzi italiani stanno dimostrando di che pasta sono fatti». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

 

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro