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L’ex pilota Siegfried Stohr: «Vettel, un errore pesante. Hamilton è stato bravo, sta meritando il Mondiale ma non è ancora detto...»

Stohr è anche esperto di guida sicura e psicologo: «La Ferrari sta pagando anche la gestione del rinnovo di Raikkonen»

Siegfried Stohr, pilota di Formula 1 degli anni Ottanta e grande esperto di guida sicura (da anni tiene corsi ed è considerato tra i maestri più qualificati, ndr), ha nel cassetto anche una laurea in psicologia. Con lui abbiamo parlato di quanto successo domenica a Monza, con il contatto a inizio gara tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton che ha condizionato tutto il Gp d’Italia e che potrebbe addirittura rivelarsi decisivo nell’assegnazione del titolo 2018.

Che idea si è fatto?

«L’errore di Vettel non è stato a centro curva, dice che Hamilton non gli ha lasciato spazio ma non è così. Il tedesco purtroppo non ci stava più ed è andato a urtare l’inglese, che ha fatto benissimo la curva. Il ferrarista si era messo tutto a sinistra sperando che Raikkonen lo facesse passare o temendo che Hamilton lo affiancasse. Così ha lasciato una porta molto aperta sulla destra. Avrebbe dovuto tenere una posizione più cauta: stai a centro pista e all’ultimo stringi a destra. Oppure, una volta che Hamilton era entrato, doveva fingere di andare lungo e a quel punto Lewis non poteva girare».

Come giudica la manovra di Hamilton?

«Stupenda. E Vettel non se l’aspettava. Sono queste le trovate che ti fregano perché in un attimo devi decidere: il tedesco quando se l’è visto lì non ha avuto la prontezza necessaria. “Forse non ce la fa” ha pensato. E invece ce l’ha fatta, Vettel aveva rallentato perché si era messo dietro a Raikkonen. Con Hamilton al fianco Vettel, ormai, non poteva frenare né impostare la curva come avrebbe dovuto: per forza lo vai a toccare. Hamilton era stabile, Vettel ha toccato anche il freno e la Mercedes ha fatto da perno. È stato un errore “normale” di fronte a una mossa audace e splendida di Hamilton. L’errore vero Seb lo ha fatto a Hockenheim: era da solo quando è finito a muro».

Non le sembra che Vettel senta troppa pressione?

«Dopo quattro Mondiali vinti la pressione la devi sapere sopportare, però sei sempre un essere umano (ride, ndr). Lewis è un marpione e se lo sta meritando il titolo. In qualche gara la Ferrari era superiore alla Mercedes. L’errore lo hanno commesso fermando Raikkonen troppo presto: con quelle gomme Bottas ha fatto 40 giri. Anche se Hamilton fosse stato davanti il finlandese avrebbe potuto passarlo, perché sul dritto la Rossa era velocissima».

E per il 2019 di Maranello?

«Il problema è Raikkonen che quest’anno va troppo forte. Se dovessero ragionare come fanno alla Mercedes prendono un’ottima seconda guida alla Charles Leclerc, che è un giovane e può aspettare. Può fare il maggiordomo e può servire il caffè (ride, ndr). Se invece vogliono due vincenti tengano Raikkonen. Si ricorda quanto succedeva in McLaren?».

Dica.

«Prendevano due fuoriclasse e dicevano “Vinca il migliore”. Lo hanno fatto con Ayrton Senna e Alain Prost ma prima ancora con il francese e Niki Lauda. Non c’erano giochi di scuderia. In Ferrari, invece, con Schumacher e i vari Irvine e Barrichello... Poi è arrivato Fernando Alonso e hanno ridimensionato Felipe Massa: una batosta per il pilota che subisce. L’amor proprio ti porta a cambiare, come ha fatto Daniel Ricciardo che lascerà la Red Bull per salire su una Renault che va più piano: “Preferisco essere primo in un villaggio che secondo a Roma” è una frase di Giulio Cesare e l’australiano lo ha imitato».

E Bottas?

«Gli hanno rinnovato il contratto e lui si è confermato una buona seconda guida. Certo che per un pilota non solo è umiliante fare quello che ha fatto ma dirlo è peggio. Meglio stare zitto, o sostenere che si è seguito la strategia del team: “Se non ti chiamano dentro a cambiare le gomme più di così non puoi fare” avrebbe potuto abbozzare. Sei stato antisportivo e non ti vergogni neanche un po’?».

Ma a lei questa Formula 1 piace?

«È molto ingabbiata. Ai miei tempi chiedevo le previsioni del tempo all’ombrellina che era in griglia di partenza “Sei di qui? Secondo te piove?” le domandavo. Ora c’è poco spazio per l’immaginazione. E poi vincono sempre le stesse macchine: Mercedes, Ferrari e Red Bull, se sei a Monte Carlo. Per aumentare lo spettacolo basterebbe togliere i freni al carbonio e mettere i freni con i dischi di acciaio: gli stacchi di frenata si allungherebbero e i piloti rischierebbero il sorpasso. E poi c’è l’aerodinamica che disturba se sei dietro e ti impedisce di attaccare. La gente vuole lotta e competizione. Sa cosa diceva Gilles Villeneuve? “1000 cavalli e gomme strette, vediamo chi riesce a stare in pista…”». —

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