Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Dalla Padania all’Europa, la geopolitica secondo Matteo

Gli storici spiegheranno un giorno come ha fatto uno che amava il Milan e Van De Sfroos a rinnegare un feudo locale, la Padania, e a incaponirsi fino a sognare di mettere in riga l’Europa. E...

Gli storici spiegheranno un giorno come ha fatto uno che amava il Milan e Van De Sfroos a rinnegare un feudo locale, la Padania, e a incaponirsi fino a sognare di mettere in riga l’Europa. E probabilmente troverebbero somiglianze con la mascella volitiva di un altro leader italico. Anche lui diceva: tanti nemici, tanto onore e se tentavano di fermarlo rispondeva: me ne frego. Certo bisogna avere alle spalle il popolo osannante e inventarsi un nemico da battere: Salvini si è procurato entramb ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Gli storici spiegheranno un giorno come ha fatto uno che amava il Milan e Van De Sfroos a rinnegare un feudo locale, la Padania, e a incaponirsi fino a sognare di mettere in riga l’Europa. E probabilmente troverebbero somiglianze con la mascella volitiva di un altro leader italico. Anche lui diceva: tanti nemici, tanto onore e se tentavano di fermarlo rispondeva: me ne frego. Certo bisogna avere alle spalle il popolo osannante e inventarsi un nemico da battere: Salvini si è procurato entrambi e vola.

In effetti l’evoluzione di un movimento nato nelle valli del Nord per sconfiggere Roma ladrona, salvo prenderne i vizi, ha dello stupefacente. L’impressione è questa: con l’aria che tira, con i migranti respinti anche se li accoglie un parroco, Matteo al momento potrebbe ricevere elogi non solo da Orbàn, anche dal sinedrio del Califfato che lo riceverebbe con in mano il Corano per scimmiottare colui che chiuse un comizio con la corona del rosario tra le dita. Mai s’era visto un ministro dell’Interno che guida anche la politica estera, un capo del Viminale che detta la linea alla Farnesina. Fosse per lui l’Europa avrebbe tre vertici: Roma, Mosca e Budapest. Tutto il resto è spazzatura. Non sarà che l’Europa non esiste fino a quando non si darà un premier, un governo, un esercito e un parlamento decente? E non sarà che il vero nodo scorsoio dell’immigrazione sta nell’assenza di un’altra Unione, quella Africana? Siamo entrati nel sito di questo organismo fantasma. I suoi problemi attuali solo il passaporto uguale per tutti, la libera circolazione nell’intero continente, i cieli senza confini da Tripoli a Johannesburg. Un accenno fugace ai diritti umani.

Ma gli unionisti africani li vedono i filmati nei quali uomini neri sono appesi a testa in giù alle sbarre dei lager? L’Africa è il continente dei giovani, più della metà della sua popolazione. E questi giovani sono il problema dell’Europa, non dei loro strafottenti governanti, tanto da sospettare che le partenze siano considerate una valvola di sfogo per liberarsi di scarti, non di persone.

Mai un capo africano è venuto a Lampedusa per inchinarsi davanti alle acque del Mediterraneo trasformate in ossario. Il disinteresse fratricida si poteva capire nei mesi successivi alle primavere arabe quando vennero deposti i capi di stato in Tunisia e in Egitto. Migliaia di disgraziati salirono sui barconi scegliendo nella migliore delle ipotesi il naufragio, nella peggiore la morte, pur di sottrarsi al genocidio jihadista.

Oggi lo scaricabarile appare intollerabile e porta acqua al mulino populista in Europa. Dicono che non durerà a lungo: non appena si apriranno i mercati a settembre, gl’italiani capiranno che la strana coppia Di Maio-Salvini aveva preso anche altri impegni. I tribuni sanguigni hanno successo, le rivoluzioni dei ricchi contro i poveri falliscono in banca. Si inneggia al governo, ma non gli si dà fiducia boicottando i titoli di Stato. Qualcosa non funziona.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI