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FORMULA 1: IL FUTURO DEL GP 

Ora Monza punta a ridiscutere l’accordo con i capi del Circus

Angelo Sticchi Damiani (presidente Aci): «Troppo oneroso il contratto di Ecclestone». L’intesa è fino al 2019 ma nel 2022 ricorre il centenario e tutti vogliono celebrarlo qui

Monza si presenta per il suo appuntamento più importante, il Gran premio di Formula 1 che si corre nel fine settimana. E lo fa schierando il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e il sindaco della città, Dario Allevi. Ma a prendersi la scena, fin da subito, è il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, che ricorda il presidente e amministratore delegato della Ferrari, Sergio Marchionne, mentre sui video in sala scorrono le immagini del manager scomparso lo scorso 25 luglio a 66 anni. «Ha preso la Ferrari in difficoltà e l’ha portata a essere vincente, ottenendo un risultato importante per il nostro orgoglio ma anche e soprattutto per l’industria italiana: sarebbe splendido se le Rosse riuscissero a vincere qui, per dedicare a Marchionne il successo» osserva l’ingegnere leccese, che dopo il doveroso omaggio guarda avanti. Fino al 2022, almeno, quando l’autodromo compirà 100 anni. «È naturale che vogliamo prolungare il contratto con Liberty Media almeno fino a quella data. Gli americani, che hanno rilevato il precedente accordo firmato con Bernie Ecclestone, e che scadrà nel 2019, conoscono l’importanza di un appuntamento come quello di Monza. Chase Carey, il loro numero uno, è stato sempre perentorio: “Questo circuito possiede un fascino unico e non è pensabile un campionato del mondo senza Gp d’Italia a Monza”. Su questo non ci sono dubbi».

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Nessun problema, quindi? Non proprio. «Il nodo è dato dal fatto che dobbiamo ripartire da un accordo terribilmente penalizzante, purtroppo firmato in una situazione di necessità e comunque molto meno severo di quanto fosse stato proposto da Ecclestone. Adesso ci sono due attori. Da una parte una società che ha investito tantissime risorse nell’acquisto della Formula 1 e che naturalmente ha necessità, come è giusto che sia, di ottenere dei ritorni. E dall’altra noi che vogliamo riportare la barra del timone dove era prima. È un discorso complicato perché sulla cifre, che sono pur sempre un numero, alle volte è più facile riuscire a mettersi d’accordo. È tutto il resto su cui si deve ragionare. Dietro a Monza c’è una Federazione, l’Aci, ancora più antica, perché è nata quasi 114 anni fa. E rappresenta il Paese, non soltanto nel motorsport. Ci sono quindi maggiori esigenze rispetto a quella che potrebbe essere soltanto la gestione dell’aspetto sportivo».

Sticchi Damiani chiede anche agli americani di dare un’occhiata in giro. «In Germania si sta soffrendo molto, lo stesso a Silverstone. È venuto il momento di guardarci negli occhi, cominceremo già a farlo nel fine settimana a Monza, perché abbiamo bisogno di ripensare il contratto che Liberty sta applicando con rigore: ci proveremo in tutte le maniere, stiamo pensando a progetti a lungo termine per programmare gli investimenti. Abbiamo già la certezza di avere dalla nostra parte il Governo e la Regione Lombardia, che ci sta dando un appoggio economico importante».

Un assist che il presidente Fontana non può non raccogliere: «Questo è il tempio della velocità ed è il luogo dei sogni del passato che dovranno anche essere quelli del futuro. I simboli devono essere difesi ed è quello che faremo».

Prendono la parola anche Geronimo La Russa, presidente dell’Automobil Club Milano, e Giuseppe Redaelli, al timone della Sias, l’ente che gestisce l’Autodromo, ma la chiusura tocca al primo cittadino. «Siamo pronti a ospitare l’Onda Rossa che arriverà da ogni parte del mondo e a fornire servizi sempre più rodati: ci siamo vestiti a festa», sottolinea Dario Allevi. E nonostante la gara sia stata programmata con una settimana d’anticipo rispetto al passato, quindi con molta gente ancora in vacanza, il convincente successo ottenuto da Sebastian Vettel a Spa ha dato un nuovo impulso alla vendita dei bigletti. Il successo del Cavallino Rampante a Monza manca dal 2010, quando trionfò Fernando Alonso davanti a Jenson Button su McLaren e all’altro pilota di Maranello Felipe Massa. Sembra un’eternità. E, bando alla scaramanzia, tutti sperano che l’incantesimo, finalmente, si rompa.

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