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Gli sguardi (degli altri) che danno un senso alla riscossa Ferrari

Formula 1: i segnali di un cambio di atteggiamento dei rivali, le speranze per Monza e per il Mondiale. E qualche colpa del Circus a quattro ruote per il disastro di Silverstone nel Motomondiale

Tutto è racchiuso in un paio di sguardi che partono dagli stessi occhi. Occhi celati dalla visiera di un casco che pare avere un’anima e un volto incredulo. Gli occhi sono quelli di Lewis Hamilton, fino a poco tempo addietro assoluto e quasi solitario coinquilino del successo al volante di una Mercedes inarrivabile. Il primo sguardo, in pista, poco dopo il via, quando si è visto sopravanzare dalla Rossa: «Mi ha passato sul dritto come non ci fossi» ha raccontato alla fine, ancora protetto dal casco, mentre lanciava il secondo sguardo su quel bolide che comincia a fare paura. Era lì nel parco chiuso, preoccupato e teso mentre lì accanto Sebastian Vettel lanciava gioia e abbracci ai meccanici. «La Ferrari aveva qualcosa di magico al suo interno» e lui era lì che guardava nell’abitacolo come se si potesse davvero scoprire con uno sguardo furtivo.

Niente, tutto è molto più semplice. Dopo anni di rincorsa, lavoro duro ed errori anche banali, a Maranello con l’ultima motorizzazione sembra che abbiano davvero fatto bingo.

Giusto gioire, perché trionfare a Spa è stupendo in sé e lì la Ferrari non lo faceva da nove anni. Ed è giusto gioire perché siamo a ridosso di Monza, dove la Rossa non vince dal 2010, e perché questa è la prima volta in cui si ha la sensazione che la scuderia di Maranello possa farcela senza frittatoni in salsa tedesca.

Godiamoci il momento con un pensiero anche al Gp di San Marino del Motomondiale che si correrà la prossima settimana a Misano per far dimenticare il dilettantesco disastro di Silverstone, con la pista allagata per una pioggia appena normale. L’organizzazione del Circus a due ruote ha mostrato i limiti di una bocciofila che si trova a gestire un Giubileo a Roma ma a onor del vero va detto che quel che è accaduto con la MotoGp avrebbe potuto verificarsi già lo scorso luglio con la Formula 1. Fu proprio il campione del mondo Lewis Hamilton a lanciare l’allarme: «Asfaltatura pessima, il peggior lavoro che abbiano mai fatto, la pista più sconnessa sulla quale abbia mai guidato. Non so come faranno a correrci con le moto».

Tutto è cominciato con la necessità di risparmiare, invece di spendere i 20 milioni necessari ne hanno tirati fuori solo 3, perché strozzati dal contratto capestro fatto firmare dal precedente patron della Formula 1, Bernie Ecclestone, lo stesso che ha strozzato Monza e tanti altri. Quelli della Formula 1, che incredibilmente ancora rimpiangono il despota, hanno permesso tutto ciò. E per il disastro a due ruote un po’ di colpa, dunque, ce l’hanno anche loro. Va detto.

twitter: @s_tamburini

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