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Immigrazione

Il Viminale “smentisce” coi numeri la politica della paura

L'opinione

Il ritratto dell’Italia che esce dal bilancio agosto 2017-luglio 2018 del Ministero provvisoriamente retto da Matteo Salvini smentisce totalmente i toni apocalittici che la Lega sta usando per giustificare la “stretta” sui migranti, sul ruolo delle Ong (a suo dire “complici” dei mercanti di schiavi), sulla violenza omicida e sulle rapine a mano armata al cui dilagare vorrebbe contrapporre cittadini dotati di fucili e pistole.

Cominciamo dal più violento dei reati: l’omicidio volontario. Già l’anno passato si era registrato il minimo storico di 371 assassinii. Nei dodici mesi scorsi siamo scesi a 319 (–16,3 %). Dal 1992 ad oggi essi sono crollati da 1.441 a 319, quindi del 78%. In parallelo gli immigrati sono aumentati in Italia da 800.000 a 5,8 milioni con un incremento vicino al 600%. Che ne pensano i leghisti veneti o lombardi? Purtroppo un terzo dei pur diminuiti assassinii è costituito da femminicidi, dall’uccisione del partner o dal famigliare più debole. Ma anche in questo non siamo certo in vetta alle classifiche europei.

Sono fortemente in calo gli ammazzamenti dovuti alle mafie: gliene viene attribuito appena il 9,5 % contro il 12,9 dell’anno scorso. Ciò vuol dire che, essendo invece in costante ascesa il “fatturato criminale”, lo Stato deve decisamente orientare altrove le proprie antenne onde evitare che la malavita organizzata controlli fette sempre maggiori dell’economia più ricca del Paese, cioè della Valle del Po.

In generale i delitti commessi in Italia (2.240.210) sono diminuiti di un buon 9,5 %. Della stessa percentuale risultano calati i furti, mentre le rapine segnano addirittura un –12,3%. Insomma, la linea “terroristica” della Lega (e a volte anche dei 5 Stelle) di un Paese allo sbando, in preda a una furia omicida, a bande di rapinatori crudeli, di sparatori efferati esce completamente smentita.

E non è che per due o tre mesi di presenza al Viminale, Salvini possa vantare questi risultati positivi come “sue” medaglie. Sui migranti, il Dossier Viminale ci fa sapere che gli sbarchi sono ammontati a 42.700 soltanto, pienamente sopportabili dalle nostre strutture, il 76,6% in meno prim’ancora che il duo Salvini-Toninelli imponesse a il proprio diktat sui “porti italiani chiusi” con la minaccia di respingimento in Libia (un atto di barbarie per il codice marittimo).

L’80% di quei disperati proveniva da lì, in prevalenza, e dalla Tunisia. Crollate quasi della metà le richieste di asilo (appena 82.782) e aumentati i rimpatri (del 7%, oltre 6.800). Efficace la lotta alla criminalità sul piano del sequestro delle aziende oltre mille) per un valore di 4,6 milioni.

Ma quanti di questi beni vengono poi dati in gestione ad associazioni, cooperative vere, comunità di lavoro? Troppo pochi. E qui, senza smargiassate propagandistiche, c’è davvero

tanto da fare. Faccia Salvini, faccia il governo. Di annunci ci ha riempito l’era berlusconiana.

Ora vogliamo fatti seri, concreti. Non chiacchiere e distintivo. BY NC ND ALCUNI DIRIT

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