Quotidiani locali

Genova, crolla il ponte "degradato" in manutenzione perenne

L'ingegner Brencich aveva lanciato l'allarme due anni fa: "Il Viadotto Morandi va sostituito". Calatrava si era offerto di abbatterlo e ricostruirlo, riqualificando il quartiere che soffocava con la sua presenza imponente. E anche Autostrade scriveva: "Il traffico provoca un intenso degrado della struttura"

GENOVA. Con una certa dose d’ironia i genovesi lo avevano ribattezzato “Ponte di Brooklyn”, vista la vaga somiglianza con l’opera newyorchese. I suoi piloni fiorivano maestosi dall’asfalto - i tre in cemento armato raggiungevano i 90 metri, la campata maggiore i 210 -, sovrastando la vita in Val Polcevera: oltre un chilometro di capannoni industriali, binari e palazzine abitate. Il professor Antonio Brencich dell’Università di Genova nel 2016 era categorico nel definirlo “un fallimento dell’ingegneria”, perché un ponte fatto a regola d’arte non avrebbe richiesto interventi strutturali a poco più di vent’anni dall’inaugurazione. Raccontava Mattia Meirana  nel suo blog che “quando si andava a scuola in treno se si passava sotto il ponte bisognava stare zitti”: gli studenti trattenevano il fiato in una specie di rito non codificato. E proseguiva: “da sotto quel ponte lì ha tutta un’altra faccia. È pieno di toppe e cicatrici. È veramente un coso malmenato”. Oggi quelle cicatrici si sono trasformate in macerie: il Viadotto Morandi è crollato.

L'ingegnere diceva: "Dovrà essere sostituito". Il cartello "lavori in corso" era diventato ormai un segnale stradale permanente per chi percorreva il ponte. La struttura era da sempre al centro di aspre polemiche, da parte di esperti e semplici fruitori. Brencich aveva lanciato l’allarme su una rivista specialistica come Ingegneri.info, ma anche sul Secolo XIX° e Primo Canale. “Dovrà essere sostituito – spiegava l'ingegnere a Primo Canale nel 2016 – ha bisogno di manutenzioni continue. Ci sarà un momento in cui i costi di manutenzione supereranno quelli di ricostruzione. Già alla fine degli anni novanta, so che gli interventi avevano raggiunto l’80% del costo di produzione”.

In manutenzione perenne. Il viadotto fu costruito tra il 1963 e il 1967 dall’ingegnere romano Riccardo Morandi e fu inaugurato in pompa magna, alla presenza presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Ma già a poco più di vent’anni da quel giorno richiese “una quantità di lavori enorme – precisava il professore dell’Università di Genova -: in una campata gli stralli dovettero essere affiancati da nuovi cavi d’acciaio. Dopo così poco tempo, se si sostituiscono gli elementi strutturali di un ponte significa che qualcosa è sbagliato. Ce ne sono alcuni in muratura che hanno 150-200 anni e nessuno li ha mai toccati”.

Crollo ponte Genova, l'esperto: "Tecnologia fallimentare, problemi di corrosione" "Il ponte Morandi era continuamente in manutenzione: era affetto da gravissimi problemi di corrosione legati alla tecnologia che Morandi stesso aveva brevettato e che si è dimostrata fallimentare". La valutazione tecnica dell'ingegnere Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato all'Università di Genova. Intervista di Antonio Iovane / Radio Capital

Morandi sbaglio i calcoli. Il vizio originale è nel metodo di costruzione a “cavalletto bilanciato”, secondo Brencich, che negli anni Cinquanta “sembrava un’idea molto innovativa e piacque molto. Ne vennero però costruiti solo tre: a Maracaibo in Venezuela, sul Polcevera e in una valle in Libia sul Wadi al-Kuf". Dopo due anni dall’inaugurazione quello sudamericano ebbe un terribile incidente: una petroliera colpì il ponte e lo fece crollare, causando sette morti. "Morandi non aveva previsto che le navi potessero sbagliare campata d'ingresso - spiegava ancora Brencich -: i viadotti di solito hanno una campata molto alta per far passare le navi e le altre più basse". Sul Polcevera le navi non passano, ma i frequenti lavori di manutenzione testimoniano problemi di corrosione dei materiali strutturali. “Venne sbagliato il calcolo della deformazione viscosa – proseguiva Brencich –, che prende in considerazione quello che succede al cemento armato nel tempo”.

Quando Autostrade scriveva "intenso degrado struttura". Brencich, però, non fu l’unico a lanciare allarmi. Nel 2011, si legge in una relazione di Autostrade per l’Italia che il tratto autostradale A10 a Genova e l'innesto sull'autostrada per Serravalle producono “quotidianamente, nelle ore di punta, code di autoveicoli ed il volume raggiunto dal traffico provoca un intenso degrado della struttura del viadotto Morandi, in quanto sottoposta ad ingenti sollecitazioni. Il viadotto è quindi da anni oggetto di una manutenzione continua”.

L'archistar Calatrava voleva ricostruire il viadotto. L’ipotesi demolizione fu sul tavolo a più riprese e nel 2006 Santiago Calatrava si candidò per disegnare e realizzare il nuovo ponte autostradale in acciaio. L’archistar voleva cogliere l’occasione per recuperare spazi di vivibilità in un quartiere invaso dal cemento: costruire il nuovo ponte in acciaio proprio sopra il vecchio viadotto ed usarlo poi per demolire l’opera sottostante, con l'uso di appositi carrelli che agganciano pezzi della struttura e li portano a terra. “Il nuovo ponte - spiegò - sarebbe molto più leggero e le carreggiate sarebbero divise in modo da lasciare filtrare la luce del sole a terra. L’importante è che la struttura nasca in sintonia con il paesaggio, perché quella valle è molto bella". Due anni dopo, a maggio 2009, quando dalla società Autostrade venne presentato il nuovo progetto della Gronda autostradale da Voltri alla Val Polcevera, le cronache registrarono: “Non è previsto l'abbattimento del Ponte Morandi”.

Autostrade: "Crollo inaspettato". Oggi il direttore del tronco di Genova Stefano Marigliani ha commentato: “Per noi è qualcosa di inaspettato e imprevisto rispetto all'attività di monitoraggio che veniva fatta sul ponte. Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti: un pezzo dell'opera ha ceduto. Per dire quali siano le cause è veramente prematuro. Dovremo indagare con accuratezza, vagliando tutte le ipotesi”.

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro