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Venezuela, attentato contro Maduro con i droni alla parata militare

Maduro parla alla nazione poco prima dell'attentato

Caracas, attentato al presidente venezualano durante la cerimonia dell'81esimo anniversario della creazione della Guardia nazionale: illeso, sette feriti tra le forze armate. Accuse alla Colombia: "Non ho dubbi che dietro l'attacco ci sia Santos"

Venezuela, attentato a Maduro: il momento dell'attacco

CARACAS. Il presidente del Venezuela, Nicola Maduro, è sfuggito a un attentato con droni esplosivi durante una parata militare nel centro di Caracas trasmessa in diretta tv. Maduro, rimasto illeso, ha accusato la Colombia e non precisati "finanzieri" degli Usa, ma alcune ore dopo l'attacco è giunta la rivendicazione di un misterioso "Movimento nazionale di soldati in camicia" (in spagnolo "soldados de franela", soldati di flanella). Nell'attentato, durante la parata per l'81esimo anniversario della Guardia Nacional Bolivariana, la polizia venezuelana, sono rimasti feriti sette militari. In tv si sono visti i soldati rompere le righe dopo la deflagrazione, mentre Maduro viene subito circondato dagli uomini della sua scorta e allontanato in tutta fretta assieme al ministro della Difesa, Vladimir Padrino.

Venezuela, esplosioni durante la parata: Maduro protetto dallo 'scudo' della scorta

Poi ha puntato il dito contro "l'ultradestra venezuelana alleata con la Colombia" e ha accusato e esplicitamente il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos: "E' dietro questo attentato, non ho alcun dubbio". Immediata la replica da Bogotà: la presidenza della Colombia ha definito "infondate" le accuse. E il ministero degli Esteri in una nota ha rincarato: "Sono assurde e prive di ogni fondamento le illazioni secondo cui il leader colombiano sarebbe responsabile del presunto attentato contro il presidente venezuelano".

Venezuela, le esplosioni durante la parata mettono in fuga i soldati

La rivendicazione del fantomatico Movimento, che su Twittwer si autodefinisce come un gruppo "di patrioti militari e civili, leali al popolo venezuelano che cerca di salvare la democrazia in una nazione sotto dittatura", è stata recapitata alla giornalista venezuelana vicina all'opposizione Patricia Poleo, che vive negli Stati Uniti. "E' contro l'onore militare tenere al governo coloro che non solo hanno dimenticato la Costituzione ma che hanno trasformato le cariche pubbliche in un osceno modo per arricchirsi", afferma il Movimento, che aggiunge: "Non possiamo tollerare che la popolazione soffra la fame, che i malati non abbiano medicine, che la moneta non abbia valore, e che il sistema dell'istruzione nè istruisca nè ma solo indottrini al comunismo". Poi un appello alla rivolta: "Popolo del Venezuela, per concludere con successo questa lotta di emancipazione dobbiamo scendere in piazza senza arretrare".

Con quello di oggi, sono una ventina i tentativi di ucciderlo denunciati da Maduro da quando nel 2013 ha preso il potere dopo la morte di Hugo Chavez.

Venezuela, il fumo tra i palazzi di Caracas dopo l'attentato contro Maduro