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L'opinione

Il navigatore della "nuova" politica è sempre fuori rotta

Vi sarà capitato qualche volta (a me capita quasi sempre): la connessione salta, la signorina non solo sbaglia tutti gli accenti, sembra impazzita, oppure diventa improvvisamente muta. Risultato: il navigatore vi porta fuori strada. È la sensazione che si ha, sempre più spesso, quando si prova ad analizzare la politica, i cui riferimenti del passato paiono definitivamente saltati. Il problema non riguarda solo le coordinate territoriali, che un tempo consentivano di orientarsi, nella geografia politica dell'Italia. Sembra che qualche folletto si sia divertito a spostare le pietre che segnano i sentieri elettorali, a cambiarne i colori. La zona rossa non c'è più. Il verde è diventato blu, e copre ormai l'azzurro. Il giallo cambia continuamente posizione: ora è soprattutto a Sud, ma rimane comunque dappertutto.

Sempre più complicato, dunque, geo-localizzare i partiti e il loro insediamento territoriale. Del resto, la politica e i politici sono "altrove": prima si sono spostati nei salotti Tv, poi nel non-luogo della rete. Anche i loro contenuti programmatici sono ormai delle bussole rotte. Basta guardare al partito di maggiore successo della fase recente, il M5s: svolta a destra, svolta a sinistra... anche a seguir le stelle, ci si perde. Così come si rimane disorientati se si prova ad analizzare il governo pentastellato utilizzando le categorie politiche d'un tempo.

Matteo Salvini ha portato la Lega "oltre" il Nord, e decisamente più a destra, sulle orme della destra radicale europea. Allo stesso tempo, l'ha portata "fuori" dallo spazio politico disegnato dalle vecchie mappe, e dal bipolarismo della Seconda Repubblica. Oggi, sembra pronto ad "assorbire" il partito di Berlusconi. Ma se anche Salvini riuscisse a vincere - da solo - le prossime elezioni, si tratterebbe comunque di un centro (?)-destra diverso dal passato. D'altronde, il centro - il luogo dei moderati (?) - occupa uno spazio sempre più angusto, travolto da un'onda di radicalismo. Berlusconi, l'inventore del centro-destra, sembra essere giunto all'ultima tappa del suo itinerario politico. Mentre, a centro-sinistra, il rottamatore prova a mantenere la guida di un partito senza rotta.

Segno di come anche le fratture di tipo personale, così come tutte le linee divisione che, comunque, continuano a definire lo spazio politico, abbiano perso la capacità di durare nel tempo, di fornire riferimenti stabili. In modo coerente, gli elettori scelgono, sempre più, sulla base di fattori contingenti,

e sempre più a ridosso del voto. Per questo, qualsiasi navigatore di nuova generazione non potrà che guidarci per viaggi brevi. Con il rischio, comunque, di perderci. Se non avremo provveduto ad aggiornare il suo database e il suo algoritmo: il giorno prima, o addirittura durante il viaggio.

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