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Vaccini: slitta obbligo, nessun bambino escluso da nidi e materne a settembre

Approvati in commissione Affari costituzionale due emedamenti identici di Lega e M5s al decreto proroghe. Il Pd: "Vittoria dei no vax"

Obbligo vaccinale nella scuola dell’infanzia, per i bimbi da zero a sei, spostato di un anno al 2019-2020. La commissione Affari costituzionali del Senato ha infatti approvato i due emendamenti identici, a firma M5s e Lega, all'articolo 6 del decreto "proroghe". Decade così quanto previsto dall'articolo 3 della legge Lorenzin che un anno fa ha ripristinato l'obbligo vaccinale per bambini e ragazzi da zero a sedici anni, e secondo cui la presentazione della documentazione sull'avvenuta vaccinazione "costituisce requisito d'accesso".

L’intento, viene spiegato, è garantire, in attesa del piano vaccinale nazionale, il diritto di accesso a scuola il prossimo settembre ai bambini i cui genitori non abbiano ancora presentato la documentazione prevista al fine di adempiere agli obblighi contenuti nel dl Lorenzin.

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Pd: vittoria dei no vax. "Con questo atto M5S e Lega dichiarano la vittoria dei no vax e soprattutto si assumono la responsabilità di diminuire l’immunità di gregge e ciò va a scapito dei più piccoli, dei bambini, dei più fragili, così come accaduto oggi a Bergamo, dove due neonate sono morte di pertosse perchè prive di protezione vaccinale". Lo affermano in una nota i senatori del Pd Dario Parrini, capogruppo in commissione Affari costituzionali, e Simona Malpezzi, che è intervenuta nel dibattito.

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