Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Il razzismo ha radici profonde che vanno estirpate

In Italia vi è una escalation di violenza di stampo razzista. È grave che il ministro degli Interni citi Mussolini, promotore delle Leggi razziali, e sostenga che l’unica emergenza siano i reati commessi dagli immigrati, meno di un terzo del totale. Ma per contrastare la violenza bisogna capirne le radici profonde, da cui dipende il successo di Salvini, la cui propaganda è solo una miccia.


Da tempo l’Italia ha il primato in Europa dell’antisemitismo sul web. I media, non solo i politici, cava ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

In Italia vi è una escalation di violenza di stampo razzista. È grave che il ministro degli Interni citi Mussolini, promotore delle Leggi razziali, e sostenga che l’unica emergenza siano i reati commessi dagli immigrati, meno di un terzo del totale. Ma per contrastare la violenza bisogna capirne le radici profonde, da cui dipende il successo di Salvini, la cui propaganda è solo una miccia.


Da tempo l’Italia ha il primato in Europa dell’antisemitismo sul web. I media, non solo i politici, cavalcano le pulsioni razziste pur di vendere. Un reato commesso da uno straniero va in prima pagina, lo stesso commesso da un italiano no. Ma il mondo andrebbe diviso in persone oneste e disoneste, non in italiani e stranieri.
Il punto non è se gli italiani siano razzisti, come se fosse un dato perenne, o se tutti gli italiani fossero uguali. La Germania era all’apice della civiltà europea, prima di ricadere nella barbarie del nazismo e dell’Olocausto. Resi possibili dalla crisi del 1929, dall’iper-inflazione, e dalla diminuzione del ruolo geopolitico della Germania, che molti tedeschi percepivano come ingiustificata: il nazismo si è affermato quando le persone non avevano più una prospettiva e una visione positiva per il loro futuro. Una situazione simile, ma diversa, a quella attuale. La crisi economica ha imperversato per 10 anni. Il mondo è molto più instabile e pericoloso di prima: l’ascesa della Cina ha spostato il focus strategico americano verso l’Asia.


Il conseguente vuoto di potere ha alimentato le crisi geopolitiche tutto intorno all’Europa. Con Trump è chiaro che la nostra sicurezza non è più garantita dagli Usa. Gli stati nazionali europei non contano nulla nel mondo globale. La mancanza di prospettive rispetto al futuro in termini di benessere e sicurezza alimenta il razzismo e apre spazi alle forze nazionaliste in salsa populista in Europa, che cavalcano malcontento e paure, seminando odio per lucrare consensi. Il loro nemico è l’Unione europea, cioè l’unità nelle diversità, la tolleranza, l’eguaglianza. È imperfetta l’Ue, ma è un esperimento di condivisione della sovranità attraverso istituzioni comuni per risolvere pacificamente le controversie e affrontare i problemi comuni. E soprattutto, la prospettiva di un governo federale dell’Ue può incanalare le energie vive della società ridando speranza, e tagliare l’erba sotto i piedi del nazionalismo e della xenofobia.


Nelle grandi sfide si vede il valore delle leadership politiche e delle persone. Ognuno ha la possibilità e il dovere nella propria famiglia, sul lavoro, nella propria cerchia sociale di fare la sua parte, di opporsi a ogni forma di razzismo, antisemitismo, xenofobia e discriminazione con la parola, l’esempio, la coerenza delle proprie azioni. E collettivamente i cittadini hanno la possibilità di decidere se procedere verso un’Europa federale. Le elezioni europee del 2019 saranno un fondamentale banco di prova.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI