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Intesa Sanpaolo sorride e pensa ai più bisognosi

Utile in crescita e numeri positivi per la semestrale. Il manager Messina: "Dividendo molto soddisfacente". Le iniziative del gruppo per l'inclusione economica e la lotta alla povertà

Intesa Sanpaolo mette a segno l'ennesimo risultato positivo con l'utile del primo semestre del 2018 che si attesta a 2,17 miliardi, in crescita del 25% rispetto a 1,73 miliardi dello spesso periodo dell'anno scorso al netto dei 3,5 miliardi di contributo pubblico per l'acquisizione delle ex banche venete. Il gruppo guidato dall'amministratore delegato Carlo Messina ottiene così il «migliore risultato registrato dal 2008» e conferma le previsioni per il 2018 con un dividendo per gli azionisti che sarà «molto soddisfacente».

Positivo anche il secondo trimestre che chiude con un utile di 927 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto agli 837 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso. Molto solida anche la situazione patrimoniale con tutti i coefficienti che risultano essere superiori ai requisitivi richiesti dalla normativa. La priorità del management di Intesa Sanpaolo continua a essere la «remunerazione - afferma Messina - dei nostri azionisti. La nostra situazione patrimoniale continua ad essere molto solida. Siamo perfettamente in linea con l'obiettivo di un risultato netto 2018 in crescita rispetto ai 3,8 miliardi del 2017 e con gli obiettivi del piano di impresa 2018-2021».

Intesa Sanpaolo è impegnata anche in progetti per l'inclusione economica e la lotta alla povertà. Quest'anno i prestiti per soggetti non profit saranno pari a 350 milioni. A settembre partirà, inoltre, un fondo d'impatto che consentirà di erogare 1,2 miliardi di finanziamenti a soggetti con scarso accesso al credito come studenti, ricercatori universitari, donne imprenditrici e start up. A sostegno dei più bisognosi sono stati avviati «progetti che ci consentono - ha concluso Messina - di distribuire 8.200 pasti al giorno, 3.000 posti letto al mese e 3.000 medicinali al mese. Siamo inoltre i promotori di iniziative culturali sul territorio nazionale».

Buone notizia anche per i crediti deteriorati che nel primo semestre si sono ridotti di circa 2 miliardi e di circa 15 miliardi dal settembre 2015, escludendo la cessione dei crediti in sofferenza firmata con Intrum. I dati arrivano proprio nel giorno in cui Intesa Sanpaolo ha firmato con i sindacati un accordo per definire il passaggio di circa 600 lavoratori a Tersia, la piattaforma per la gestione dei crediti deteriorati in Italia nata dopo l'accordo con Intrum. La nuova società, con Intesa Sanpaolo che detiene il 49% del capitale, applicherà la contrattazione collettiva del credito.