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Michele Pirro: «Lorenzo mi ha chiesto di seguirlo alla Honda. La Ducati? Grande moto ma con questo Marc...»

Il collaudatore reduce dall’incidente del Mugello punta al rientro e parla della ambizioni della Casa di Borgo Panigale

All’inizio di giugno Michele Pirro ha tenuto tutti con il fiato sospeso per la terrificante caduta al Mugello, durante le prove del Gran premio d’Italia delle MotoGp. Oggi, a quasi due mesi di distanza, abbiamo parlato con il pilota e tester Ducati per fare il punto della situazione del Mondiale. Pirro, classe 1986, è pugliese di San Giovanni Rotondo.

Innanzitutto come sta?

«Ogni giorno la condizione migliora, piano piano sto tornando verso la normalità. È chiaro che il limite più grosso è ra ...

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All’inizio di giugno Michele Pirro ha tenuto tutti con il fiato sospeso per la terrificante caduta al Mugello, durante le prove del Gran premio d’Italia delle MotoGp. Oggi, a quasi due mesi di distanza, abbiamo parlato con il pilota e tester Ducati per fare il punto della situazione del Mondiale. Pirro, classe 1986, è pugliese di San Giovanni Rotondo.

Innanzitutto come sta?

«Ogni giorno la condizione migliora, piano piano sto tornando verso la normalità. È chiaro che il limite più grosso è rappresentato dalla spalla, che sarebbe da operare. Proverò a finire a stagione e a novembre vedremo il da farsi: se sentirò che il problema potrebbe limitarmi finirò sotto ai ferri».

Ci sarà qualche cambiamento di programma?

«No, sarò al via sia al Gp di San Marino e della Riviera Romagnola, a Misano, e a Valencia, nell’ultima stagionale».

Com’è l’umore in casa Ducati?

«Non è un grande periodo dal punto di vista della classifica ma la moto ha dimostrato di essere equilibrata e competitiva: anche le ultime gare su tracciati storicamente non favorevoli ci hanno visti veloci, ciò lascia ben sperare per il futuro».

Come vede Andrea Dovizioso?

«È sereno e consapevole della sua forza. È chiaro che ci sono state gare difficili, il nostro sport è molto particolare e le stagioni non sono tutte uguali: può succedere di partire con delle aspettative e che poi ti ritrovi con altre ma non bisogna mollare. Il livello è alto, i giovani vanno forte, il rendimento di Andrea è stato leggermente al di sotto delle potenzialità ma sono state gare tirate».

E Jorge Lorenzo che se ne va proprio nel momento migliore dell’esperienza in Ducati? Non è che le ha chiesto di seguirlo in Honda Hrc?

«In realtà sì. Con lui ho un grandissimo rapporto. Allo stesso tempo sono legato a Ducati da tanti anni e quindi sicuramente mi avrebbe fatto piacere se avessimo continuato insieme il lavoro iniziato l’anno scorso nel momento. Però è arrivata questa decisione, condivisa da team e pilota, e quindi indietro non si può tornare».

Il suo è un lavoro oscuro.

«È vero, a volte c’è chi sottovaluta quello che succede dietro le quinte: è un po’ come il calcio, si guarda la partita e basta. Invece con i ragazzi del “test team” ci si impegna costantemente affinché i 45 minuti della gara di domenica siano impeccabili. Siamo felici perché questa nostra attività ha dato grandissimi risultati negli ultimi anni: io sono arrivato nel 2013, insieme con Dovizioso, e siamo riusciti tutti insieme a portare la moto al top. Sono molto orgoglioso di ciò. L’anno 2017 è stato strepitoso».

“Cascomercato”: giochi fatti già giugno, più o meno.

«Non parlo di quest’anno, perché quanto successo al Mugello mi ha ovviamente penalizzato, visto che non sono riuscito nemmeno a correre un Gp completo, e ciò mi fa veramente male, ma in generale non mi piace questa fretta: credo che se si cominciasse a operare da metà stagione gli scenari potrebbero cambiare. Anche se poi le sorprese sono all’ordine del giorno, basta vedere Fabio Quartararo».

Ci spieghi meglio.

«Fino a qualche settimana fa era faticava nelle Moto2 ed era semisconosciuto, poi in due gare è cambiato tutto: ha vinto a Barcellona, è arrivato secondo a Le Mans e il prossimo anno sarà nello stesso team di Franco Morbidelli nelle MotoGp».

Un punto fermo al comando sembra essere Marc Marquez.

«In questo momento è il pilota più forte, è superiore a tutti. Chi l’ha in squadra è avvantaggiato».

Secondo il manager Carlo Pernat, uno che è super-informato, nel 2021 lo spagnolo correrà con una Ducati.

«Non mi sorprenderebbe se arrivasse a Borgo Panigale, ma non mi meraviglierei neanche se non dovesse succedere. Il nostro è un mondo nel quale tutto accade rapidamente, in tre anni può succedere di tutto, potrebbero anche arrivare al vertice altri piloti».

E potrebbe anche arrivare il titolo alla Ducati.

«È il nostro obiettivo, per quest’anno sarà complicato, soprattutto preso atto dell’incredibile stato di grazia di Marquez e della sua Honda, ma non molliamo di un centimetro e continueremo a dare battaglia fino alla fine». —

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