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Pietro Grasso condannato a pagare 82mila euro al Pd: "Farò ricorso"

Pietro Grasso

Decreto di ingiunzione del tribunale di Roma contro l'ex presidente del Senato che precisa: "Non mi è stato notificato nulla"

ROMA. Il tribunale di Roma ha emesso il decreto ingiuntivo contro l'ex presidente del Senato Pietro Grasso nel quale gli si ingiunge di pagare gli 82.000 euro di quote che i parlamentari Dem si erano impegnati a pagare mensilmente al partito. Lo ha confermato il Tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi.

Era stato proprio Bonifazi nel dicembre del 2017 a chiedere pubblicamente 56 mesi di arretrati a Grasso, il quale nel frattempo aveva lasciato il Pd per diventare leader di lista Liberi e Uguali. Grasso si era rifiutato con una lettera nella quale sosteneva di non esserne informato e che non riteneva di doverlo fare in quanto presidente del Senato.

"Il mio unico commento - ha aggiunto Bonifazi - è che le regole vanno rispettate, specie se si di decide di stare in una comunità". "Su 63 richieste di decreto da noi avanzate - ha riferito Bonifazi - il giudice ne ha emessi praticamente quasi tutti. Noi abbiamo preso l'impegno, durante l'approvazione del bilancio, di destinare tutti questi soldi a sostegno dei nostri lavoratori in cassa integrazione. Poi è chiaro che tra l'emissione del decreto e la percezione effettiva del denaro, ahimè, passerà del tempo".

Durissima la reazione del diretto interessato che annuncia il ricorso. "Non ho ancora ricevuto alcuna notifica di decreto ingiuntivo - ha detto l'ex presidente del Senato - quindi non so su quali basi possa essere stata emessa. Di certo c'è che nessuno mi ha mai chiesto una determinata cifra mensile nel corso di tutta la scorsa legislatura, e da presidente del Senato, come so essere norma, non ho ritenuto di finanziare alcuna attività politica". Grasso poi se la prende proprio con Bonifazi: "Evidentemente vuole scaricare le colpe della sua pessima gestione delle casse del partito su altri".