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Francia-Croazia, il pallone cerca un re

Francia-Croazia, il pallone cerca un re

Chi è in spiaggia si rifugerà al bar, chi è in piscina eviterà di tuffarsi dalle 17 alle 19. Perché? Perché il Mondiale è il Mondiale, anche senza l’Italia. Francia favorita, Croazia pronta al miracolo e spinta dal tifo di mezzo pianeta. Il meglio del calcio internazionale è qui, a Mosca. Tutti sull’attenti quindi, tutti pronti a godersi lo spettacolo della 21esima finale della coppa del mondo.

La Francia non può nascondersi. Sono già pronte le nuove maglie con la seconda stella cucita. Al bando la scaramanzia, era dai tempi di Henry e Zidane che non si vedeva una squadra così forte, completa in ogni reparto. Erano i tempi anche di Deschamps che da capitano alzò la coppa nel cielo di Parigi nel 1998. Sono passati esattamente vent’anni. In campo tutti i big, nessuno escluso. Pogba in cabina di regia, Umtiti a gestire le operazioni davanti a Lloris. E davanti la coppia d’oro Mbappè-Griezmann. Una corazzata: «È già un grande piacere e un enorme privilegio poter giocare una partita del genere – attacca Deschamps –. Le tre parole importanti sono serenità, fiducia e concentrazione». Doti fondamentali visto il valore dell’avversario: «I giocatori croati hanno esperienza di club e sono giocatori già maturi – conferma l’ex Juventus –. In ciascuna delle nostre partite abbiamo affrontato questa situazione con avversari che avevano più esperienza di noi».

Zlatko Dalic dal canto suo mostra la mano ferma. In palio c’è la storia, probabilmente la gloria eterna per lui che in patria fino a ieri era un mezzo sconosciuto: «Ai miei giocatori dirò semplicemente: andate in campo e giocate il vostro calcio senza paura. Non c’è pressione e non voglio aggiungerne altra. Questo è semplicemente il momento più grande nella vita di ognuno di noi». È la prima finale per la Croazia, può essere, comunque vada, l’inizio di un ciclo: «Siamo pronti ad accettare la sconfitta con dignità se dovesse accadere – prosegue

Dalic –. Noi rappresenteremo il nostro paese nel modo più dignitoso possibile. Se non riusciremo a vincere, faremo i complimenti al nostro avversario. Se vinceremo, saremo più orgogliosi». Un dubbio di formazione, ed è un dubbio pesante: ieri Perisic non ha svolto la rifinitura.

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