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Il Belgio e l’Inghilterra si giocano la sfida dei rimpianti

Il Belgio e l’Inghilterra si giocano la sfida dei rimpianti

SAN PIETROBURGO. Dizionario della lingua italiana alla voce “delusione”: disagio morale provocato da un risultato contrario a speranze, previsioni. Questo sulla carta, nella pratica basta dire Belgio e Inghilterra. Sono state due autentiche rivelazioni del Mondiale, ma nessuno può negare che un pensierino alla coppa lo stavano facendo fino a pochi giorni fa. E invece niente: c’è da giocare questa finale per il terzo posto. Finalina. Una situazione che entrambe hanno provato nel loro passato (i belgi nel 1986, gli inglesi nel 1990). In entrambi i casi arrivò un ko e il quarto posto, stavolta almeno una delle due potrà mettersi al collo la medaglia di bronzo.

Gareth Southgate ha comunque vinto. Non solo l’Oscar dello stile (lo smanicato ormai è un classico), ma pure il primo premio della credibilità. Cosa che Oltre Manica non accadeva da anni: «Sono stati due giorni molto difficili - ha detto ieri il ct -. Eravamo a 20 minuti dalla finale, eravamo qui per quello. Ma i giocatori sono incredibili, vogliono finire bene il torneo. Abbiamo portato già grande orgoglio alla nazione, ma vogliamo mantenere alti i nostri standard fino alla fine». Southgate ha poi espresso orgoglio nei confronti di Harry Kane che, con i suoi sei gol, si trova in cima alla lista cannonieri: «Quando Harry si è fatto da parte nella prima partita contro il Belgio - ha detto il ct - lo ha fatto per il bene della squadra. Nel caso vinca la scarpa d’oro, il successo avrà ancora più valore alla luce di quel sacrificio». A motivare ulteriormente Southgate in vista del match di oggi pomeriggio a San Pietroburgo, c’è l'opportunità di battere una «squadra top» come il Belgio. I Diavoli Rossi nonostante il ko contro la Francia hanno ancora qualche cartuccia da sparare: «Vogliamo concludere il Mondiale con un’emozione positiva. Ogni tifoso belga merita quella sensazione vincente alla fine del torneo». Parole e musica di Roberto Martinez, ct di una formazione

che a conti fatti può iniziare a pensare seriamente al successo Europeo nel 2020. «Non ci sono più segreti tra noi e gli inglesi, che saranno veloci e dinamici come sempre. A parte qualche faccia nuova, non mi aspetto sorprese». —

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