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La Croazia fa la storia, Mandzukic è l’eroe

L’Inghilterra parte a mille e si illude dopo il gol di Trippier. Prima il pari di Perisic poi la stoccata di SuperMario nei tempi supplementari: è finale

I tifosi della Juve sono in estasi per Cristiano Ronaldo, ma forse l’uomo della storia lo avevano già in casa. Si chiama Mario Mandzukic, l’uomo che ha aperto la porta della finalissima del Mondiale alla Croazia. Decisivo insieme a Perisic nel ribaltare l’Inghilterra. Due ragazzi che giocano in Italia e che ora sognano qualcosa di grande, qualcosa che potrebbe renderli immortali.

Esce di scena l’Inghilterra. Tra le lacrime. Peccato, perché il primo tempo era stato praticamente perfetto. Subit ...

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I tifosi della Juve sono in estasi per Cristiano Ronaldo, ma forse l’uomo della storia lo avevano già in casa. Si chiama Mario Mandzukic, l’uomo che ha aperto la porta della finalissima del Mondiale alla Croazia. Decisivo insieme a Perisic nel ribaltare l’Inghilterra. Due ragazzi che giocano in Italia e che ora sognano qualcosa di grande, qualcosa che potrebbe renderli immortali.

Esce di scena l’Inghilterra. Tra le lacrime. Peccato, perché il primo tempo era stato praticamente perfetto. Subito in palla, subito pronta la squadra di Southgate: non è un caso che dopo soli 5 minuti capiti una punizione dal limite e che Trippier la trasformi. Biglia in buca d’angolo, male Subasic.

La Croazia accusa il colpo. Modric è chiuso e il problema è grande per la squadra di Dalic. Ci provano comunque Perisic e Rebic ma sono semplici zuccherini per le manone di Pickford. Dall’altra parte invece è Kane a divorarsi la sfera del raddoppio quando al 30’ spara sul palo (rimpallo sul piede di Subasic) da circa mezzo metro dalla porta. Era in fuorigioco, per carità, ma i brividi sulla schiena del clan croato si sono visti eccome.

Il piano partita voluto da Southgate funziona a meraviglia. L’Inghilterra non gioca un gran calcio, ma è bravissima nel non farlo giocare ai suoi avversari. Il possesso palla è tutto dei croati, ma di occasioni nemmeno l’ombra. All’improvviso però il vento cambia. Palla dentro dalla destra, spaccata di Perisic e pareggio servito in tavola. Una mazzata per gli inglesi che per una decina di minuti vanno in apnea. E rischiano il ribaltone sul diagonale potente di Perisic, ancora lui, che si stampa clamorosamente sul palo.



Il finale di gara è teso. Nervi a fiori di pelle, poco da segnalare se non l’evidente paura di entrambe le squadre di commettere un errore fatale. Inevitabile quindi andare dritti ai supplementari.



Southgate è uno di quelli bravi. Gestisce al meglio le forze dei suoi e cambia gli uomini giusti. Gli inglesi, che poco prima parevano all’angolo, tornano a ruggire. L’occasionissima capita sulla testa di Stone che colpisce a botta sicura ma trova sulla linea la respinta di Vrsaliko. Ma una pezza ce la deve mettere pure Pickford sull’inserimento perfetto di Mandzukic. Insomma, pari e patta. Di nuovo.



C’è aria di rigori, ma la storia (e nello sport è una regola non scritta) la fanno i guerrieri. E Mario Mandzukic è sicuramente un lottatore. Sfrutta un’opportunità gentilmente concessa da Stone e Trippier e al volo sbanca Mosca. È lui l’uomo del miracolo, l’uomo che porta per la prima volta la Croazia in una finale Mondiale. Ora la Francia: sognare costa zero. —