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Thailandia, sono tutti salvi i ragazzi della grotta

Portati in salvo tutti i minori liberati dalle caverne di Tham Luang. L'ultimo a uscire è stato l'allenatore

Thailandia, salvi i ragazzi della grotta: un incubo lungo 18 giorni - Videoracconto L'incubo è finito. I 12 baby calciatori thailandesi intrappolati con il loro allenatore nelle grotte di Tham Luang, a Mae Sai, sono salvi. I ragazzi, tra gli 11 e i 16 anni, erano rimasti bloccati il 23 giugno a causa degli allagamenti provocati da forti piogge monsoniche.Ecco la ricostruzione dei giorni che hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso a cura di Federico Bitti e Silvia Martellivideo di Valeria D'Angelo

Sono in salvo tutti i 12 ragazzi e il loro allenatore di calcio rimasti intrappolati nelle grotte di Tham Luang in Thailandia per 18 giorni. "I 12 cinghiali e il loro allenatore sono stati estratti dalla grotta", hanno annunciato i Navy Seals thailandesi su Facebook.

Thailandia, in salvo i bambini e l'allenatore: i volontari lasciano tra gli applausi la zona della grotta Sono terminate le operazioni di salvataggio dei 12 bambini e del loro allenatore, rimasti intrappolati per 18 giorni all'interno della grotta di Tham Luang, in Thailandia. I soccorritori hanno lasciato l'area tra gli applausi delle persone presenti  Video: Facebook

Il riferimento è al fatto che la squadra di calcio dei ragazzi si chiama appunto "Cinghiali". "Tutti sono in salvo", recita il post, che aggiunge che devono ancora uscire tre sub e un medico che facevano parte della squadra di soccorso.

Thailandia, uno dei ragazzi estratti dalla grotta viene portato via in elicottero In queste immagini provenienti dalla provincia di Chiang Rai, a nord della Thailandia, un gruppo di soccorritori trasporta verso un elicottero uno dei ragazzi estratti dalla grotta di Tham Luang. Nei cunicoli della caverna era rimasta intrappolata, due settimane fa, una squadra di calcio di 12 ragazzi e il loro allenatore  video Reuters

Le operazioni non potevano prevedere più di quattro viaggi di recupero al giorno, prima di fermarsi per il necessario ripristino delle attrezzature e la ricarica delle bombole di ossigeno per il viaggio di andata e ritorno dei sub. E sono state suddivise in tre tranche.

Thailandia, nella scuola dei bambini intrappolati nella grotta: "Nessuno perderà l'anno scolastico" Dopo la liberazione di otto persone delle 12 rimaste intrappolate in una grotta a causa del monsone a Mae Sai, e in tutto il mondo, i riflettori restano puntati sulle operazioni di salvataggio. Sei degli undici minorenni frequentano la scuola Prasit Sart del piccolo distretto al confine con il Myanmar.Il preside ha reso noto che sarà fatto di tutto affinché gli studenti non perdano l'anno scolastico nonostante il lungo periodo perso a causa della calamità dal corrispondente Raimondo Bultrini

L'ultima delle tre giornate di recupero del gruppo non ha avuto imprevisti. Poco più di sei ore dopo l'inizio delle operazioni alle 10.08 (un orario probabilmente non scelto a caso, dato che la somma di nove costituisce il numero considerato di buon auspicio in Thailandia) è uscito il primo ragazzo. I successivi due compagni sono riemersi nell'ora successiva, e dopo circa un'ora sono venuti fuori dalla grotta anche l'ultimo compagno e l'allenatore. Come tutti gli altri, sono stati inizialmente curati dai medici all'esterno della grotta, per poi volare in elicottero all'ospedale di Chiang Rai, dove sono tenuti in isolamento per precauzione. Sono ovviamente debilitati dalla lunga prigionia sottoterra e spossati dalla traversata. «Ma sono fuori pericolo», ha assicurato il governatore Narongsak Osatanakorn, responsabile dei soccorsi, annunciando la conclusione dell'operazione.

Per tutto il gruppo la trafila sarà ora la stessa: almeno una settimana in osservazione all'ospedale, una graduale reintroduzione al cibo ordinario con l'obiettivo di ritornare in forze, monitorati costantemente dai medici. Per riabbracciare i genitori dovranno ancora aspettare: i primi quattro, quelli tratti in salvo domenica li hanno già rivisti, ma solo attraverso un vetro. Il successo di un recupero che solo tre giorni fa sembrava ancora irrealizzabile è stato ben più di un sospiro di sollievo su scala nazionale.

Al campo base dei soccorsi, gli ultimi elicotteri a lasciare l'area con i ragazzi sono stati salutati dalla folla in festa, e i volontari arrivati da tutta la Thailandia si sono abbracciati con canti e balli. Nella vicina Mae Sai e a Chiang Rai sono stati segnalati festeggiamenti a colpi di clacson come dopo una vittoria sportiva insperata. In tv e sui social media va in scena l'euforia di un Paese che ha tremato assieme a ogni notizia sui 'cinghialottì giorno dopo giorno, da quando non si sapeva ancora se fossero vivi alla graduale preparazione di un'operazione logistica senza precedenti, estraendo un mare d'acqua con il costante incubo delle piogge monsoniche in arrivo e la possibilità che i ragazzi restassero sepolti vivi per mesi.

E festeggia anche il resto del mondo, tra cui molti calciatori e lo stesso Manchester United, che ha invitato i ragazzi salvati (molti dei quali tifano per i Red Devils) a visitare il suo stadio la prossima stagione.

Ma, tra i festeggiamenti e la gioia, nessuno dimentica l'ex Navy Seal Saman Gunan, il volontario morto venerdì scorso durante la fornitura di bombole d'ossigeno in vista del recupero. Ha già ricevuto un funerale reale, diventando un eroe nazionale. E oltre alle famiglie che dopo 18 giorni di tortura emotiva potranno presto riabbracciare i propri figli, da questa incredibile storia di forza di volontà e cooperazione esce vincitrice tutta la
Thailandia: per giorni il mondo si è intenerito vedendo la compostezza e la tenacia con cui il Paese ha perseguito l'obiettivo di riportare a casa questi ragazzi, anche quando i giorni passavano e neanche si sapeva se fossero ancora vivi. Ora sono fuori da quella che sarebbe potuta diventare la loro tomba, virtualmente adottati da un intero popolo.

 

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